mercoledì 7 ottobre 2015

Dell'acqua e del sangue - Scoprire Parigi lungo la Senna

Ciao a tutti!
I fiumi che attraversano una grande città rivestono sempre un ruolo di grande importanza. In molti casi, essi si identificano con la città stessa (e viceversa), per formare legami indissolubili. Le grandi capitali europee sono il miglior esempio: il Tamigi a Londra, il Tevere a Roma, il Danubio a Vienna e Budapest. Parigi non è ovviamente da meno: la Senna non è il fiume più importante di Francia in senso geografico - Rodano e Loira sono due corsi d'acqua molto più imponenti per lunghezza e bacino - ma lo è in senso storico ed economico. Buona parte della crescita di Parigi all'interno del contesto francese e del suo ruolo di capitale indiscussa di Francia, è dovuta alla presenza della Senna, sulle quali rive fu sostanzialmente costruita la coscienza dei francesi come popolazione.

La Senna in versione notturna
E poi, ovviamente, quell'aria di romanticismo che solo a Parigi si respira, beh, non sarebbe certamente la stessa cosa senza la Senna, senza i ponti che la attraversano, le costruzioni che la affiancano e le innumerevoli storie che qui si sono succedute nel corso dei secoli.
Anche passeggiare alla sera ha un'altra valenza se fatto mano nella mano lungo la Senna. Le luci soffuse dell'Île de la Cité, i riflessi della Tour Eiffel, i fari dei bateau mouche che rischiarano la grande bellezza parigina. Ah, i bateau mouche. I famosi e numerosi battelli che solcano il corso della Senna possono essere la migliore sintesi di Parigi. Un'ora, o un'ora e mezza, e Parigi è visitata, di giorno o di notte, con una romantica cena o senza. Si può sostanzialmente ripercorrere tutta la storia di Parigi e della Francia tramite un bateau mouche. Ogni ponte sotto il quale passa il battello ha una sua storia da raccontare. Ed è quello che proverò a fare in questo post.

Pochi i lucchetti su Pont des Arts, vero?

Partendo in un viaggio lungo il corso della Senna, comincerei dal Pont d'Austerlitz, quello che si potrebbe definire il ponte "delle due stazioni". Non lontano da questo ponte infatti, e su entrambe le sponde, si trovano due importanti stazioni parigine, la Gare d'Austerlitz (sulla rive gauche, centro nevralgico per i collegamento verso sud-ovest) e la Gare de Lyon (sulla rive droite, probabilmente la stazione più famosa di Parigi e arrivo dei treni provenienti dal sud, addirittura dichiarata monumento nazionale!). Prende il nome dalla località ceca dove ebbe luogo una delle più grandi vittorie napoleoniche. Napoleone è uno dei personaggi chiave della storia di Francia, storia che specchia dei ponti di parigi: questo è solo uno dei tanti ponti in cui vengono celebrate o ricordate le vicende di Napoleone Bonaparte.

La Colonna di Luglio: ciò che rimane della Bastiglia

Il bateau mouche viaggia verso ovest, verso le due isole della Senna. La prima è l'Île-St-Louis, la meno famosa delle due, ma non per questo meno accogliente. Affianchiamo l'isola subito dopo aver superato il Pont de Sully, quello che porta alla Bastiglia. La Bastille, l'antica fortezza di Parigi, la cui conquista il 14 luglio del 1789 fu un'icona, un momento simbolico della Rivoluzione Francese, al punto tale che quel giorno è celebrato come festa nazionale. Place de la Bastille, il cui monumento al centro della piazza, la Colonna di luglio, ricorda invece la fine del regno di Carlo X e l'inizio della dominazione di Luigi Filippo, è oggi uno dei poli per le grandi manifestazioni di massa nonché area di grande vivacità culturale grazie all'Opera. Della Bastiglia oggi non c'è più niente, solo una traccia impressa al suolo di boulevard Henri IV - che però non abbiamo trovato.

Bateau mouche in transito sotto la Conciergerie

In base alla sponda scelta si incontrano ora Il Pont de la Tournelle (sulla rive gauche) o il Pont Marie (sulla rive droite), collegati tramite l'Île-St-Louis con una strada dal nome tutt'altro che originale, Rue des Deux Ponts. Percorrendo questa strada in direzione nord si arriva nel vivace quartiere del Marais. Ma su questi ponti è nato il primo nucleo fortificato di Parigi: il nome "de la Tournelle" deriva proprio da una torretta di fortificazione risalente al XII secolo.
Dopo il ponte "doppio", è il turno del ponte "triplo", in corrispondenza del canale che separa l'Île-St-Louis con l'Île de la Cité: muovendosi dalla rive gauche verso la rive droite si incontrano in sequenza il Pont de l'Archevêché, il Pont Saint-Louis, il Pont Louis-Philippe. Il primo, il Pont de l'Archevêché, ha una caratteristica peculiare: con i suoi diciassette metri di ampiezza è il più stretto di Parigi. Il secondo, Pont Saint-Louis, collega le due isole, è interdetto al traffico motorizzato e proprio per questo è il terreno ideale per gli artisti di strada.

L'Hôtel de Ville

Dunque, si incontrano i ponti "di Notre-Dame", quelli dai quali può raggiungere più facilmente la più famosa chiesa di Parigi. Pont au Double, Pont d'Arcole, Petit-Pont, Pont Notre-Dame. Dire che sono ponti molto suggestivi è riduttivo, vista la presenza della cattedrale di Notre-Dame sul ramo sinistro della Senna e dell'Hôtel-Dieu sul ramo destro. Quest'ultimo, edificio dotato di grande imponenza utilizzato in passato come ricovero per pellegrini, anziani e malati, caratterizza completamente l'aspetto della Senna nel ramo destro. Ma da Pont d'Arcole, si può ammirare in tutto il suo splendore anche l'ottocentesco Hôtel de Ville, sede del municipio di Parigi, uno degli edifici a mio parere più spettacolari delle'intera città.
Ma se c'è un altro fenomeno a caratterizzare questo tratto di Senna è la presenza dei bouquinistes, commercianti/librai che riempiono le banchine della Senna con i loro libri usati, nonché antichi giornali e souvenir vari, in alcuni casi veri pezzi da collezione. Senza i bouquinistes e senza i tipici box in legno pitturato di verde, i boites verts, le rive della Senna non sarebbero la stessa cosa...

Pont Sant-Michel e Notre-Dame

Quindi è il momento dei due ponti più "incasinati di Parigi": Pont Saint-Michel e Pont au Change. Sono molto frequentati in quanto collegano l'Île de la Cité con due importanti stazioni della metropolitana, Châtelet e Saint-Michel. Entrambi sono facilmente riconoscibili, grazie alla "N" che rappresenta l'effigie di Napoleone III. L'asse composto da questi due ponti si concretizza sull'isola con il Boulevard du Palais, sul quale si affacciano alcuni tra i più importanti edifici di Parigi: il Palais de Justice, la Conciergerie e la Sainte-Chapelle (vedi post). Senza dimenticare che sulla "terraferma" ci sono il Marais e il Quartiere Latino, due aree non proprio noiose e poco frequentate...

Pont Neuf visto dal bizzarro Pont des Arts

Il Pont Neuf è forse il ponte più imponente di Parigi. L'ultimo collegamento tra le due sponde della Senna che attraversa anche l'Île de la Cité ha un nome piuttosto controverso. Risalente al 1607, esso è infatti il ponte più vecchio di Parigi, nonché il più lungo (oltre duecento metri), il più amato dagli artisti (Pissarro l'ha raffigurato più volte) e anche il più decorato: la sua fama è data anche dai 385 mascarons, le decorazioni grottesche a mo' di maschere dell'antica Grecia. Visto dal Pont des Arts, il Pont Neuf appare quasi come una fortificazione fluviale. Camminarvi sopra significa passeggiare sulla storia di Parigi, sulla pietra che ha visto nascere una nazione. Significa anche godersi uno degli scorci più tipici della capitale francese o regalarsi un acquerello dai vari ambulanti che sostano sui balconi del ponte. Sulle sue sponde sorge il famoso ex-magazzino La Samaritaine, un pezzo di storia di Parigi e simbolo dell'Art nouveau.

Il monumentale complesso del Louvre

Superate le isole, la Senna si apre placida. Ma ad interrompere questa serenità arriva la passerella pedonale di Pont des Arts, una costruzione non molto bella ma molto simbolica. Questo è il punto di ritrovo di tutti gli innamorati che vogliono suggellare la loro storia d'amore con un lucchetto. È anche il luogo ideale per improvvisare un picnic cittadino o mercanteggiare qualche opera di pittori in cerca di fortuna. Ma è soprattutto il collegamento tra Saint-Germain-des-Prés, il grande polo delle gallerie d'arte e di antiquariato e il Louvre, un palazzo-museo che non ha certo bisogno di presentazioni.
Sulla rive gauche, all'altezza del Pont des Arts, sorge un edificio di grande fascino e notevole importanza, l'Institut de France, un collegio fortemente voluto da Mazzarino come scuola per le giovani promesse francesi. Esso raggruppa ben cinque accademie, quella delle scienze, delle belle arti, delle lettere, delle scienze politiche e la più antica, l'Académie française, fondata da Richelieu nel 1635.

Il Museo d'Orsay è l'antica stazione ferroviaria della linea Parigi-Orléans

Poi, con l'ala Denon del Museo del Louvre sulla rive droite, si arriva al Pont du Carroussel, il cui nome deriva chiaramente dalla Place du Carroussel di fronte al Louvre e alla sua piramide, e dunque al Pont Royal, il cui nome fa riferimento al Re Sole, Luigi XIV che investì personalmente nella sua ricostruzione. Sono due ponti in pietra che ben si addicono alla regalità del Palazzo del Louvre davanti al quale sorgono.
Prima di arrivare alla Passerelle de Solférino, si incontrano due luoghi di fondamentale importanza: uno è il Museo d'Orsay, l'ex stazione ferroviaria costruita per l'Esposizione Internazionale del 1900 e noto in tutto il mondo per ospitare le più famose opere impressioniste, dai francesi a Van Gogh; l'altro è l'edificio che ospita il Musée de la Légion d'honneur. Beh, cosa sia e cosa contenga, non mi è molto chiaro, ma questo palazzo è perfettamente collocato nel ambiente reso elegante dalla presenza di due musei come il Louvre e Orsay.

Guglie della concordia

Di lì a breve si incontra il Pont de la Concorde: è un ponte dagli innumerevoli significati. Guardando verso la Tour Eiffel, sulla sinistra si ha il Palazzo Borbone, dove ha sede l'Assemblée Nationale (uno dei due rami del parlamento francese), sulla destra si trovano il Giardino delle Tuileries, uno dei luoghi più ameni di Parigi, e la grande spianata di Place de la Concorde. È dunque un ponte di importanza nevralgica nel contesto urbano parigino, ma soprattutto ha un valore simbolico incredibile: alcune delle pietre con le quali è costruito provengono dalla Bastiglia, la cui presa e distruzione diedero il via alla Rivoluzione Francese. Non a caso, in passato questo ponte fu anche chiamato Pont de la Revolution.
Una menzione d'obbligo va a Place de la Concorde, uno dei luoghi che più mi ha emozionato di Parigi. Perché questa piazza, il naturale prolungamento delle Tuileries, la spianata più grande di Parigi e la seconda più ampia di tutta la Francia, è oggettivamente meravigliosa. La precisione verticale dell'obelisco di Luxor di Place de la Concorde e la mole della Tour Eiffel sembrano quasi volersi sfidare di fronte ai fotografi come due giocatori di pallacanestro a rimbalzo. L'obelisco è crocevia di sguardi e traiettorie visive, da qui si ha una visuale quasi perfetta sugli Champs-Élysées e sull'asse che parte dal Louvre fino all'Arc de la Défense, passando per l'Arc du Triomphe di Place Charles De Gaulle. Ma la grande emozione è anche fatta di ricordi sportivi. Sulla superficie di Place de la Concorde e sugli Champs-Élysées transitano per i loro ultimi chilometri i corridori del Tour de France, e quindi non possono che ritornare alla mente le grandi gioie regalate da Marco Pantani (la sua vittoria nel 1998 rimane per me una delle gioie sportive più grandi mai vissute) e più recentemente da Vincenzo Nibali. Ovviamente, non si può dimenticare il significato storico di Place de la Concorde: questa era la piazza della ghigliottina - qui vennero decapitati Luigi XVI con la compagna Maria Antonietta, Danton e Robespierre, tra l'altro - qui è scorsa una quantità inimmaginabile di sangue, il sangue che ha forgiato l'anima della Francia.

Pont Alexandre III

Segue il mio ponte preferito, pont Alexandre III. Per più di un motivo: perché qui si consuma il finale di uno dei romanzi di Barreau (vedi post), perché è assolutamente il più affascinante, per l'eleganza che la campata unica gli conferisce, per la colorazione bianca che quasi nasconde la sua natura in acciaio, per le statue dorate e le decorazioni baroccheggianti. Costruito anch'esso in occasione dell'Esposizione Internazionale del 1900, il nome di questo ponte nasce dall'alleanza siglata tra la Francia e la Russia a cavallo tra il XIX e il XX secolo, il cui iniziatore fu proprio lo zar Alessandro III. È senza dubbio uno dei luoghi più romantici di Parigi, una di quelle location che non si dimenticano facilmente.

Hôtel des Invalides

E anche attorno c'è quanto basta per rimanere a bocca aperta. Sulla rive gauche è ben riconoscibile l'Hôtel des Invalides, il cui nome deriva dal suo primo utilizzo, come ospedale per gli invalidi di guerra. La grandiosa struttura barocca, voluta dal Re Sole affinché i reduci di guerra trovassero cure e riposo adeguati, è caratterizzata da una cupola completamente dorata sotto la quale sorge una chiesa, inizialmente cappella privata di Luigi XIV. Successivamente, l'Hôtel des Invalides ebbe diversi usi: come mausoleo (qui riposano le spoglie di Napoleone e di molti ufficiali dell'esercito francese), come museo (tra le sue mure è ubicato il Musée de l'Armée) e durante la Seconda Guerra Mondiale, fu la base logistica del movimento di resistenza guidato da De Gaulle.
Sulla rive droite, invece, "è nata l'arte contemporanea", prendendo spunto dalle parole di Giulia. L'asse formato dall'Hôtel des Invalides e dal Pont Alexandre III continua sulla riva destra con Avenue Winston Churchill, la quale separa il Grand Palais e il Petit Palais. Realizzati sempre in occasione dell'Esposizione universle del 1900, il Grand Palais e il Petit Palais sono due enormi padiglioni espositivi realizzati secondo criteri neoclassici. Il primo è tuttora utilizzato per mostre di arte ed eventi fieristici, il secondo ospita la collezione del Museo delle Belle Arti di Parigi. Come è ovvio, in una settimana poter visitare tutta Parigi è impossibile, ma Grand e Petit Palais sono sicuramente nella lista di prossime mete da visitare in una futura tappa a Parigi.

Le Grand Palais

Superato il seguente Pont des Invalides, il più basso di Parigi, si arriva in una delle location parigine più frequentate dal 1997, il Pont de l'Alma. Nell'omonimo tunnel che dalla rive droite porta al ponte perse la vita in un incidente stradale Lady Diana assieme al compagno Dodi Al-Fayed. La fermata della metropolitana Alma-Marceau, in ottima posizione per raggiungere la Tour Eiffel e l'Arc de Triomphe, è utilizzata soprattutto dai turisti per andare a vedere il tunnel dove morì una delle icone femminili del XX secolo. La Flamme de la Liberté, riproduzione della "fiamma" presente sulla Statua della Libertà a New York e posta proprio all'imbocco del Tunnel de l'Alma, è il punto di raccolta in cui decine di persone lasciano un fiore in ricordo della compianta principessa del Galles.

La Senna e la Tour Eiffel viste dal Pont de Bir-Hakeim: è l'ultima foto prima di lasciare Parigi...

A breve distanza dal Pont de l'Alma, si trova il Pont d'Iena, il raccordo sulla Senna tra la Tour Eiffel e il Trocadéro, ponte voluto da Napoleone per ricordare la sua vittoria sui prussiani a Jena. Per ovvi motivi, il Pont d'Iena è assieme al Pont Neuf il ponte più affollato di Parigi... quante foto alla Tour Eiffel vengono scattate da questo ponte. Anche se, a dirla tutta, la vista più spettacolare sul simbolo di Parigi si trova poche centinaia di metri più avanti, con il Pont de Bir-Hakeim. È un ponte destinato alla metropolitana, un ponte che benedico e maledico allo stesso tempo. Perché da qui, abbiamo finalmente visto la Senna e la Tour Eiffel al nostro arrivo a Parigi e da qui, con un sorriso ed una lacrima, le abbiamo salutate. Fino al prossimo appuntamento, ovviamente.
Bis bald!
Stefano

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