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domenica 11 novembre 2012

Risultato del sondaggio: La Top-10 dei luoghi più belli dell'Alta Via n°1

Ciao a tutti,
durante la fase di preparazione ad una corsa uno dei fattori più importanti per il successo è il riposo. Ed una delle cose che in assoluto sa più rilassarmi è vedere foto di montagna, nella quale atmosfera io possa immergermi. Sognare, ogni tanto, fa bene. Così come realizzare i sogni: uno ho avuto modo di portarlo a compimento, con l'Alta Via n°1. E, se ricordate, ormai mesi fa, a proposito dell'Alta Via n°1, avevo indetto un sondaggio sulle location, a mio modo di vedere, più affascinanti e coinvolgenti toccate lungo il percorso. Ora, sebbene in ritardo apocalittico, voglio pubblicare i risultati del sondaggio...aggiungendo magari qualche foto delle location che voi lettori avete votato!
I risultati non mi stupiscono, i luoghi che vanno a comporre questo "podio" ideale sono fantastici. Ovviamente c'è un po di rammarico per altre location che non sono state valutate...ma in questo caso, c'è anche da dire che la foto (e non tanto il luogo) porta in dote una "dose" consistente di voti. E comunque, non potevano vincere tutte! :-D
Detto questo, via alla classifica delle location più belle, partendo dalla decima posizione:
10° posizione: Vallone della Mologna Grande (votata dallo 0% dei partecipanti).
8° posizione: ex-aequo Verso la Fenetre de Tsan e Col Brison (votate dal 9% dei partecipanti).
6° posizione: ex-aequo Rifugio Alpenzù Grande e Cresta del Lupo (votate dal 18% dei partecipanti).
5° posizione: Vallone di Loo (votata dallo 22% dei partecipanti).
3° posizione: ex-aequo Col de Vessonaz e Vallone di Saint-Barthelemy (votate dal 27% dei partecipanti).

Col de Vessonaz = il regno del vento: qui ti tiene in piedi talmente soffia forte… Ma è il vento che mi ha permesso di poter ammirare il panorama probabilmente più spettacolare dell’intera Alta Via.





Dall'alto in basso: panorama verso ovest dal Col di Vessonaz (Monte Bianco, Grand Combin); panorama verso sud; giù verso la Comba di Vessonaz; ometto segnalatore in cima al colle.
Saint Barthelemy, il posto più selvaggio della Val d’Aosta, ricco e diversificato e, stranamente, poco frequentato. Perché? Forse è meglio così… certi segreti è bene che rimangano racchiusi in uno scrigno. Il Vallone di Saint Barthelemy è uno di questi…





Dall'alto in basso: Lago Luseney; Vallone di Saint Barthelemy lungo la salita al Rifugio Oratorio di Cuney; Col Terray; panorama (e Monte Rosa) dal Col Terray.
2° posizione: Rifugio Barmasse-Lago di Cignana (votata dal 36% dei partecipanti)

Ah, il Barmasse, il lago di Cignana. Qui la tranquillità regna sovrana. Il miglior luogo per tuffarsi nella riflessione, per pensare, per rilassarsi. Un concentrato di colori, di emozioni e sensazioni senza pari.



Due vedute del Lago di Cignana
1° posizione: Col di Malatrà - Rifugio Bonatti (votata dal 40% dei partecipanti)

Sono contento che sia stata questa location a vincere il sondaggio. Un po’ per il legame affettivo che ho con questo posto magico: da qui si ammira il Monte Bianco, la leggenda delle Alpi, in tutta la sua interezza. E un po’ per ciò che rappresenta arrivare qui: rendersi conto che la grande avventura è terminata, che hai portato a termine un percorso che ti azzera tutta l’energia fisica e psichica per regalarti qualcosa di cento volte superiore a ciò che hai speso: gioia infinita… (cento? Si può quanitificare la gioia?)





Dall'alto in basso: Val Ferret e la cima del Bainco spuntante tra le nuvole; panorama dal Col di Malatrà verso ovest (Monte Bianco); il Rifugio Bonatti sotto la maestosità delle Petites Jorasses; panorama verso est (Grand Combin).
Il sondaggio n°1 si è ufficialmente chiuso. Ma non tarderà ad arrivare il sondaggio n°2...magari ci penso su fra qualche minuto, nel bel mezzo dell'allenamento :-D
A presto,
Stefano

martedì 17 luglio 2012

Domenica 15, tutta sopra i 2000!

Riciao a tutti,
eccomi con la seconda puntata dell'arretrato...
Beh, che dire, domenica è stata una tappa pazzesca. Era una delle tappe da me più attese, per varie ragioni. Innanzitutto dalla Valtournanche si saltava nella Valle di Saint-Barthelemy, l'unica valle valdostana (assieme a Valsavaranche e Valle di Champdepraz) in cui non sono mai stato, comprenderete la curiosità! In secondo luogo, la tappa collega due rifugi, Barmasse e Oratorio di Cuney, tra i quali non vi è alcuna presenza di civiltà umana... per la precisione, qualche alpeggio ci sarebbe, ma pressoché disabitati. Una tappa selvaggia, quindi, come piacciono tanto a me. Poi, è una tappa che si sviluppa lungo un profilo altimetrico costantemente sopra i 2000 m. Raramente ho camminato un giorno intero sopra i 2000, sinceramente non so se mi sia mai capitato. In ultimo luogo, c'è tanta curiosità per la meta finale, il Santuario della Madonna delle Nevi (attaccato al rifugio, che era nato come foresteria per i pellegrini), il più alto santuario mariano d'Europa e meta, il 5 agosto di ogni anno, di molti fedeli valdostani. Chi mi conosce sa bene che non credo molto in tutto ciò che è connesso alla Chiesa, ma nonostante ciò questo piccolo luogo di culto ha suscitato in me molta curiosità.

Il Lac Terrey. Sullo sfondo, la Fenetre du Tsan
La tappa in sé è stata più tosta del previsto; i tre colli di giornata, la Fenêtre d'Ersaz, la Fenêtre du Tsan e il Col Terray alla fine si sono fatti sentire e il vento ha contribuito a rendere più ostico il cammino. Ciò che ha veramente distrutto fisicamente è stato l'infinito tratto in saliscendi dall'ultimo colle fino alla metà, arricchito da un passaggio, a circa 1 km dal "traguardo", di un nevaio che ho dovuto attraversare a mezza costa; non il massimo, ad un certo punto ho addirittura pensato di mettermi i ramponi.
Ma, al di là delle mere considerazioni tecniche, domenica ho vissuto un condensato di emozioni alpinistiche notevoli. I panorami sono stati immensi, laghi, laghetti, valloni, pareti e un ricco campionario di vette: Rosa, Dent d'Herens, Grivola, Emilius, Becca di Luseney e anche il tanto sospirato Cervino! Ma rimane, di questa tappa, la bellezza di una natura selvaggia che appare tanto più magnificente quanto meno contaminata dal cemento dell'uomo.
E non solo, anche mangiare e dormire in una piccola costruzione in pietra quale il Rifugio Oratorio di Cuney a 2600 m, tra ragazzi italiani e tedeschi, con una stessa passione comune, l'amore per la montagna e tutto ciò che sa regalare è un'esperienza tutta da vivere!
Al prossimo post!
Stefano

Sabato 14, Rifugio Barmasse

Buongiorno a tutti,
ho un po' di arretrato nei miei racconti e oggi, nel giorno di riposo, voglio dedicarmi a trasmettere un po' di sensazioni provate durante il weekend.
Di sabato scorso ho già detto del brutto tempo incontrato nella mattinata. All'arrivo in Valtournanche le condizioni meteo sono migliorate decisamente, il vento (che persiste ancora oggi) ha contribuito alla grande a mantenere il cielo limpido.
La meta della tappa di sabato scorso era il Rifugio Barmasse, praticamente posto in riva al bacino artificiale di Cignana (uno dei tanti impianti idroelettrici della Valtournanche). Essendo arrivato a destinazione abbastanza presto, non ho dovuto concedere tutto il tempo residuo del pomeriggio e mi sono tolto qualche sfizio, finalmente.

Il lago di Cignana
Ad esempio, due passi sulla diga...e soprattutto, stendersi in riva al lago.
Senza anima viva (a parte una mandria di vitelli in alpeggio) mi sono lasciato cullare dal vento, e ho goduto appieno di ciò che la tranquillità della montagna sa donare...lo sfrusciare della brezza, i fischi delle marmotte, le fragranze delle erbe. Sensazioni totalmente assenti nella vita quotidiana...che vanno percepite nella loro interezza perchè non torneranno più e magari non si ripresenteranno in fretta.
Che spensierati momenti di pace...
A dopo per nuovi racconti!
Stefano

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