martedì 9 dicembre 2014

Rückwärtszählen!

Ciao a tutti!
In Germania non si smette mai di conoscere le varie tradizioni del Natale. E me ne sono reso conto solo quest'anno quanto sia popolare: il calendario dell'Avvento (o in tedesco, Adventskalender). In Italia si è diffusa di più rispetto, ad esempio, della corona dell'Avvento, ma ha una portata limitata. Noi italiani ci limitiamo all'albero ed al presepio, tutto sommato. D'altronde, anche questa tradizione pare essere nata in Germania.

I nostri Adventskalendar: quello da riempire (made by Käthe Wohlfahrt)

...e quello già riempito di cioccolato

Le origini del calendario dell'Avvento risalgono al XIX secolo e ovviamente, sono tedesche. Pare addirittura che ne I Buddenbrook di Thomas Mann ci sia un riferimento velato a questa usanza nelle settimane che precedono il Natale. Questa consuetudine, quella di visualizzare graficamente i giorni che rimangono prima del 25 dicembre, si è progressivamente estesa in tutta Europa, ma è in Germania che ha trovato maggior sviluppo e commercializzazione. Tant'è che i supermercati e centri commerciali sono invasi da questi calendari. Le varianti sono quasi infinite: possono cambiare i materiali, i colori e le forme; dietro le caselle si può scovare il dolcetto o ritrovare una piccola immagine, ma rimane intatto il gusto nello scoprire che, giorno dopo giorno Natale si sta avvicinando.

Il coloratissimo Adventskalender di Reutlingen

In Germania e più in generale, nei paesi germanici e scandinavi, la rappresentazione del "countdown" natalizio ha trovato anche una forma coreografica di forte impatto visivo. Ci sono numerosi paesi tedeschi che ogni anno si organizzano per predisporre una casa o un palazzo, o ancora parte di un edificio pubblico, in maniera tale da visualizzare pubblicamente un Adventskalender. Alcuni esempi sono le cittadine di Reutlingen e Gengenbach nel Baden-Württemberg, Weiden in der Oberpfalz e Forchheim in Baviera, Hünfeld in Assia. Future mete di viaggio per il prossimo Avvento? Ne riparliamo tra un anno. Noi, intanto, abbiamo addirittura allestito un doppio Adventskalender. Dove il cacao regna sovrano!
Bis bald!
Stefano

lunedì 8 dicembre 2014

Alla scoperta dei Weihnachtsmarkt: Rothenburg ob der Tauber

Ciao a tutti!
Pensando al programma dicembrino dei Weihnachtsmarkt è stato inevitabile includere anche una tappa a Rothenburg ob der Tauber. È la città della meraviglia, per tutto cio che è, durante tutto l'anno ma soprattutto durante le settimane che precedono Natale. Sarò sincero, i mercatini di Rothenburg ob der Tauber non sono affatto superiori a quelli finora incontrati in altre città, se non forse per la cornice del centro storico, di Herrngasse e della Marktplatz (da qualche mese libera da impalcature). Questa è effettivamente molto interessante.

Il bizzarro presepio meccanico di Käthe Wohlfahrt

Ma la magia di venire qui durante le settimane di Avvento è tutta nel negozio di Käthe Wohlfahrt. È uno dei marchi più famosi della regione bavarese, in quanto il suo nome è sparso nei negozi di tutta Germania. Non a caso, l'ho già incontrato a Norimberga, a Würzburg e a Bamberga; in realtà, questo nome ha filiali in tutto il mondo. Qui, l'atmosfera del Natale pervade ogni cosa. Questo negozio propone ogni tipo di decorazione natalizia possibile ed immaginabile. Ma non è solo un negozio, è molto di più, è un parco divertimenti a tema natalizio. Anche gli animi più refrattari possono sciogliersi per tornare, per qualche minuto o per un giorno intero, bambini. Io e Giulia non avevamo dubbi sul fatto che i nostri parenti in visita avrebbero apprezzato questo negozio. La visita di questa bottega, una delle mete tedesche più gettonate, è accompagnata da un susseguirsi inarrestabile di aggettivi di incanto e stupore. E non potrebbe essere altrimenti.

Luci a Rothenburg

Al di là dei meravigliosi carillon, delle luci scintillanti in ogni angolo del negozio, dei presepi ricercatissimi, dell'originalità degli Adventskalender, delle cangianti decorazioni, dei più tipici Nussknacker, è grazie all'atmosfera che qui si respira che non si vorrebbe mai più uscire (se non fosse per la folla). Dopo aver visto il negozio di Käthe Wohlfahrt, non si può trovare nient'altro che possa descrivere altrettanto bene la sensazione di felicità che si può trovare solo a Natale.

L'albero di Natale di Käthe Wohlfahrt, rubato dal veloce clic di Francesca

Due le immagini simboliche di questo incantesimo: la prima è il presepio meccanico all'ingresso, fatto di surrealistiche abitazioni abitate da bizzarri animali in perpetuo movimento, intenti nei più disparati compiti. Un cartone animato, questo sì, in quattro dimensioni. La seconda è lo stupefacente albero al centro del negozio. Bianco, ricco, decorato all'inverosimile. Da lasciare tutti a bocca aperta…
Arrivare in questa stagione a Rothenburg ob der Tauber non è cosa facile. Orde di giapponesi, comitive turistiche agguerrite e tante famiglie affollano questa piccola cittadina a dicembre. Tra viabilità, parcheggi ed ingressi si perde molto tempo, cosa che mi fa innervosire parecchio. Ma dopo, trascorrere qualche ora in questa città fatata (e bere un po' di Glühwein) ti riconcilia completamente. E mi fa pensare che sì, anche l'anno prossimo vorrei tornare a Rothenburg ob der Tauber…
Bis bald!
Stefano

sabato 6 dicembre 2014

Il giorno dei doni

Ciao a tutti!
Grazie al mio secondo Avvento trascorso in Baviera  posso affermare con certezza che l'Italia è distante anni luce quanto a passione, calore e tradizione natalizia rispetto a quanto si può trovare in Germania. Un altro esempio, dopo quello dei mercatini di Natale, i Weihnachtsmarkt e l'Adventkranz lo si può rintracciare nella data del 6 dicembre.
Cosa rappresenta per gli italiani il 6 dicembre? Credo nulla. Per i tedeschi invece, soprattutto tra i bambini, è un giorno di grande importanza, tanto quanto il 25 dicembre, se non di più. Il 6 dicembre si festeggia San Nicola di Mitra, il santo da cui è stata derivata la figura di Babbo Natale, o Nikolaus, per dirla “alla tedesca”. In Germania Babbo Natale e Gesù Bambino (Christ Kind) sono due cose distinte, dal significato assolutamente diverso. E che agiscono in due momenti separati, rispettivamente il 6 dicembre, appunto, e il 24 dicembre.

Nikolaus ai Christkindlesmarkt di Norimberga

La tradizione vuole che, nella sera antecedente il 6 dicembre, all'esterno delle proprie case, i bambini lascino delle scarpe (o più semplicemente dei contenitori, affinché Nikolaus possa riempirli di cibo (solitamente dolci, pan speziato e cioccolata). Questo succede se i bimbi sono stati bravi; in caso contrario, ci pensa Knecht Ruprecht (vedi post) a lasciare “in dono” solamente dei rametti, simbolo della verga utilizzata per punire i cattivi. Ma in sostanza, il 6 dicembre è il primo giorno valido per scambiarsi dei regali. Non solo per i bambini, ma anche tra amici e parenti.

Nikolaus in carne ed ossa (radiohamburg.de)

Anche noi, a casa, abbiamo festeggiato velocemente il 6 dicembre, con un piccolo scambio di doni: niente di più facile e tradizionale che mangiare i cioccolatini a forma di Santa Klaus...
Bis bald!
Stefano

venerdì 5 dicembre 2014

Tedesco - Nugget of the day n.6

Sono tanti i motivi per cui gli italiani sono così refrattari alla lingua tedesca. Parole lunghe come una maratona, forme verbali articolate, pronuncia articolata.
Alcuni appartengono a quest'ultima categoria, quella della pronuncia impossibile. L'ho visto con i miei genitori, in visita in occasione dell'apertura dei mercatini di Natale... Per loro Glühwein (/'gly¦vaɪn/, il vin brulé) diventa "Glüghein", Lebkuchen (/'le¦bku¦xən/, i tipici dolci natalizi) diventa "Lebruchen" e Schinken (/'ʃɪŋkən/, il prosciutto) diventa "Skinken".
Speriamo che non in troppi abbiano sentito.


Però anche i tedeschi non scherzano. Mi è toccato di sentire la parola tacchino trasformata in "taccino"...
Bis bald!
Stefano

giovedì 4 dicembre 2014

Corone e candele

Ciao a tutti!
Anche se un po' in ritardo, nel post di oggi volevo presentare uno dei più tradizionali modi di vivere l'Avvento e l'attesa del Natale da parte dei tedeschi. Si chiama Adventskranz e altro non è che la "corona dell'Avvento".
È una tradizione tipicamente anglosassone, che proprio in Germania è nata: essa risale infatti alla prima metà del XIX secolo, quando fu introdotta da un pastore luterano di Amburgo. Sempre qui in Germania, si è sviluppata ed è cresciuta (anche nel sud più cattolico) questa tradizione. Non a caso, molti dei miei colleghi, al termine della prima domenica di Avvento, mi hanno personalmente chiesto se l'avevo fatta... Ed io, un po' mestamente, ho dovuto risponder loro di no. È qualcosa che non appartiene alla cultura italiana, che in generale non sente la necessità di celebrare l'Avvento come nei paesi anglosassoni. Va beh, appuntamento al prossimo anno.

Candele e non solo...

Ma cosa è la Adventskranz? Non è altro che un oggetto circolare normalmente composto da rami di pino, una sorta di ghirlanda, sulla quale vengono poste quattro candele. La prima si accende durante la prima domenica di Avvento, la seconda durante la seconda domenica di Avvento e così via. Alcune varianti prevedono una quinta candela da accendersi a Natale. Ovviamente, questo oggetto così diffuso in Germania (candele e corone di pino sono ovunque nei supermercati tedeschi) non è solamente metronomo del tempo che scorre verso il 25 dicembre, ma presenta con sé un ben preciso significato. La luce ovviamente rappresenta l'immagine di Gesù Bambino che porta speranza al mondo; accendere in sequenza queste candele è come voler rischiarare gradualmente tutto ciò che sta attorno a noi, fino al momento che qui è più buio, ossia pochi giorni prima di Natale. Ma è, parallelamente alla nascita di Gesù, il simbolo della vittoria della luce sull'oscurità.

La Adventskranz di Kaufbeuren

In Germania la Adventkranz può diventare addirittura attrazione, al pari dei Weihnachtsmarkt. Kaufbeuren, una città bavarese dell'Algovia, possiede il primato dell'Adventskranz più grande in assoluto: ben otto metri di diametro che rappresentano anche un momento di ritrovo per la comunità del paese. La corona viene infatti benedetta dal pastore protestante e dal sacerdote cattolico durante la prima domenica di Avvento.
Per quest'anno niente corone, non ci siamo attrezzati a tempo. Abbiamo preferito puntare sul classico: albero di Natale ed un piccolo presepio, da buoni italici. Il prossimo anno ci muoveremo in anticipo, a fare man bassa di candele e corone...
Bis bald!
Stefano

mercoledì 3 dicembre 2014

Scarpe che corrono ancora

Ciao a tutti!
Come i podisti più accaniti ben sapranno, le scarpe da corsa hanno una vera e propria data di scadenza, data dal chilometraggio effettuato: non si può gareggiare con una scarpa che ha superato i 1000 chilometri (così si dice). Per questo ogni anno mi reco al negozio di scarpe da corsa di fiducia, per rinnovare il modello di scarpe con le quali correre e realizzare i miei sogni podistici. E dopo il consueto ciclo annuale, con il quale probabilmente supero il migliaio di chilometri, che ne è delle amate scarpe? Se in buone condizioni, le posso usare ancora tutti i giorni, nelle uscite del sabato sera piuttosto che per una passeggiata rilassante. Poi arriva il momento in cui bisogna mollarle. In alcuni casi diventano cimelio, in altri un affetto che si vorrebbe conservare; in altri casi ancora, spazzatura.

Nuove speranze che corrono

Fortunatamente ho trovato un'altra soluzione per le mie prime scarpe da corsa, quelle che indossai più di due anni fa per la mia prima maratona, che fu anche la loro ultima gara.
Le mie scarpe serviranno a far crescere un sogno, un germoglio di speranza. Tutto grazie al progetto Purosangue che mi è stato fatto conoscere da Silvia qualche settimana fa: l'associazione Purosangue Athletics Club raccoglie infatti scarpe usate da spedire in Mozambico, presso la comunità di O Viveiro; presso la struttura ci sono quattrocento piccoli atleti tra i sei e i sedici anni. La possibilità di correre e di emergere nel mondo della corsa può essere la chiave per un futuro migliore.

Scarpe, cullate altri sogni...

Io regalo con grande gioia queste scarpe ad un ragazzino africano, con la speranza che egli possa diventare un campione o, grazie alla corsa, trovare la strada giusta per uscire dalla povertà. Amici runner, cosa state aspettando?
Per maggiori informazioni, visitare la seguente pagina http://purosangue.eu/index.php/it/articles/183-from-shoes-to-heart del sito web di Purosangue, http://purosangue.eu.
Bis bald!
Stefano

martedì 2 dicembre 2014

Alla scoperta dei Weihnachtsmarkt: Bamberga

Ciao a tutti!
Con il mese di dicembre inizia un piccolo viaggio all'interno della cultura tedesca. Dicembre in Germania ha in generale come sinonimo una parola sola: Weihnachtsmarkt, i mercatini di Natale. È qualcosa di assolutamente "germanico", in quanto non è possibile correlare le celebrazioni tedesche dell'Avvento con ciò che noi italiani siamo abituati a vedere nel nostro paese. La prima tappa di questo viaggio è a Bamberga, quella che, a detta di un francone, è definita la "Roma tedesca".

Grüner Markt in festa

Va detto che l'atmosfera natalizia di Bamberga è speciale anche grazie alla cornice romantica di questa città. Bamberga, risparmiata dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale, possiede un centro storico ancora completamente intatto. È normale, quindi, che in un contesto ricco di storia e tradizione l'atmosfera, già unica del Natale in Germania, sia ancora più "speciale". Il centro storico, che si estende dalla Domplatz fino alla Maxplatz passando per il meraviglioso Rathaus sul fiume Regnitz, è ovviamente sommerso da migliaia di persone. Alcune a Bamberga esclusivamente per i Weihnachtsmarkt, altre alla scoperta di questa meravigliosa città, altre ancora per entrambe le cose.

Scintillii

Il cuore dei Bamberger Weihnachtsmarkt è assolutamente la Maxplatz, l'ampia piazza nella zona più settentrionale del centro storico. Apparentemente ha poco da invidiare a mercatini più rinomati, come quelli di Monaco ed ovviamente Norimberga. In realtà le dimensioni sono più contenute. Ma l'atmosfera festosa è sempre la stessa, in particolar modo nel lato occidentale di Maxplatz, dove un largo spiazzo raccoglie tutti i vari distributori di Glühwein. Con l'avanzare della notte il numero di persone cresce sempre più fino ad intasare ogni spazio tra le varie file di bancarelle. Sembra che ci sia come una magia quando l'oscurità prende piede. Come se l'inevitabile notte venisse abbagliata di luce, luce che nasce dallo spirito gioioso di tante persone che si ritrovano, anche solo per bere una tazza di vino, annacquato ma speziato.

Il Glühwein non manca mai

Noi siamo parte di questa manifestazione festosa e dunque non mi faccio da parte: due belle tazze di Glühwein sono proprio ciò che ci vuole per scaldare i nostri corpi, resi gelidi non tanto dalla temperatura, sempre sopra lo zero, ma dall'umidità che ne acuisce la percezione. Una di queste tazze la consumiamo invece in una capanna in legno posta lungo la Grüner Markt, la strada del mercato di Bamberga, ove le bancarelle natalizie intasano gli ultimi spazi lasciati a disposizione dai mercanti di frutta, verdura e carne.

Angeli nel blu

I mercatini di Bamberga sono impreziositi dalla presenza dell'Adventsmarkt im Sand, un piccolo "distaccamento" del mercatino principale che si tiene nel piccolo quartiere di Sand, ai piedi delle colline del Bamberger Dom e del Michaelsberg. Le ambientazioni artigianali e tradizionali ed uno spazio ristretto conferiscono a questo piccolo mercato un'aria familiare, quasi di casa.
Sulla via di casa ripenso a dove ero due anni fa. In Italia, senza la benché minima idea che ventiquattro mesi dopo mi sarei trovato a vivere in Germania con la mia compagna. In quel momento, per me, i mercatini di Natale erano come dire, un'occasione per gli artigiani locali di fare business. Ora, scopro che i mercatini di Natale ai quali ero abituato non sono proprio nulla a confronto con questi, gli originali. Certamente, l'aspetto del profitto è importante, ma allo stesso tempo c'è una festa continua, ininterrotta, scandita da fiumi di Glühwein e da torri di Lebkuchen, e alla quale partecipano migliaia di persone. Questo è il Natale che vorrei, questa è la vera festa.
Bis bald!
Stefano

lunedì 1 dicembre 2014

Tedesco - Nugget of the day n.5

Ciao a tutti!
A due passi da casa nostra si trova una delle aree verdi più estese all'interno del centro di Schweinfurt. Si chiama Motherwell Park ed è situato sulla zona più alta del centro storico, dove un tempo sorgevano le mura cittadine. Ogni volta che ci rechiamo là dove solitamente parcheggio la macchina camminiamo a fianco di questo parco, che è attraversato da un vicolo dal nome bizzarro: Philosophengang. Dunque, la traduzione istintiva è "la gang dei filosofi". Ma così non è.
Si, ci sono parole che possono essere facilmente mistificate, per strane assonanze linguistiche o gergali. Una di queste è proprio Gang. Si è abituati, noi italiani, a pensare che la gang sia un gruppo di persone con fini criminali. Beh, in tedesco der Gang significa "passaggio", "corridoio".

A due passi da casa...

Philosophengang, il passaggio dei filosofi. Dovrò stamparmelo velocemente in testa, per non rischiare di pensare veramente che in questo posto ci sia un manipolo di filosofi che non aspetta altro di puntare un coltello e scipparti...
Bis bald!

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