lunedì 23 dicembre 2013

Litri 18

Ciao a tutti!
Questi primi due giorni di vacanze natalizie sono stati notevolmente piacevoli. Rivedere le "tue" persone, ripercorrere le "tue" strade, ritornare nei "tuoi" luoghi... è la maniera migliore per scoprire nuovamente con rinnovato gusto tutto ciò che per anni ti ha circondato. E in alcuni casi, mai apprezzato fino in fondo.
Tutto ciò vale anche per il cibo... è però certo che in Germania ho avuto modo di incontrare ottimi prodotti enogastronomici, eccellenze in alcuni casi. Il classico luogo comune porta noi italiani ad etichettare il popolo tedesco in tre parole: "birra, wurstel e crauti". Una riduzione decisamente semplicistica, perché le specialità tedesche vanno decisamente oltre questi tre prodotti.


Per i miei regali di Natale e per il cenone di Capodanno, non ho potuto far altro che scegliere nell'ampio paniere di prodotti tedeschi, bavaresi e non. La foto sopra, scattata la venerdì sera in piena fase di preparativi per il ritorno a casa, parla chiaro. Per i miei cari, ho pensato di portare il meglio presente sulle bancarelle tedesche.
Non potevano ovviamente mancare i Nürnberger Bratwurst, i wurstel nella versione a me più preferita, quella raffinata del salsicciotto che non supera i 10 centimetri di lunghezza, prodotto solo a Norimberga.
E poi dolci, dolci, dolci. Qui ce n'è di tutti i tipi. Il mio preferito - da me e dai miei genitori, che ad ogni ritorno mi chiedono di esportarne un pacchetto - è il Nürnberger Lebkuchen, un biscotto a base di spezie, frutta secca e miele, ricoperti da cioccolata o da una speciale glassa. Questa volta ho aggiunto anche il tipico Herz, il lebkuchen a forma di cuore, decorato con scritte a carattere natalizio, o per chi desidera fare un regalo al proprio amore, con la scritta "ich liebe dich", la traduzione tedesca di "ti amo". E per ultimo, un dolce che si trova in massa nei supermercati tedeschi: il Sächsischer Christstollen, simile al nostro panettone (eccetto per l'elevatissimo tasso di burro), non è bavarese in quanto originario di Dresda, ma è uno dei dolci più caratteristici, che in ogni regione di Germania ha una sua variante.

Pile di Lebkuchen in vendita sulle bancarelle di Norimberga.

Poi altre specialità locali, ma meno conosciute, come l'olio (dai semi di zucca, le olive probabilmente non sanno neanche dove crescano...) e la marmellata... e anche un po' di cioccolata, nella forma di Santa Klaus: i "cioccolatini" a forma di Babbo Natale si trovano ovunque nei negozi di alimentari in Germania. Tutto assolutamente "made in Germany".
Si conclude con la birra di qualità: dalla più commerciale e totalmente "made in Schweinfurt" Roth Bier alla artigianalissima Rauchbier, prodotta esclusivamente nella birreria Schlenkerla di Bamberga. Le delizie alcoliche continuano in primis con il Christkindl Glühwein, l'equivalente del nostro vin brulé, rintracciabile ovunque nei vari mercatini di Natale presenti in ogni città. E chiudo con il vino di Franconia, una specialità di quest'area; per le festività natalizie, sono andato sul sicuro, acquistando bianco e rosso dello Juliusspital, una delle più antiche vinerie di Würzburg. Rigorosamente nella tipica bottiglia arrotondata che è marchio inconfondibile del vino francone.

La famosa birreria Schlenkerla di Bamberg

Sabato sera sono arrivato a casa con diciotto litri di bevande alcoliche... diciotto litri tra birra e vino! Proprio io che per dieci mesi all'anno non tocco alcol. Fortunatamente, sia a St. Margrethen sia a Gaggiolo, le due dogane lungo il confine svizzero che supero lungo il mio viaggio da e per la Germania, nessuno mi ha fermato, pena il pagamento di un fastidiosissimo dazio doganale Niente di particolare in fondo, 0.25 CHF per ogni litro di birra, 0.60 CHF per ogni litro di vino e 3.50 CHF per ogni litro di Glühwein, non sono tasse incredibili, ma se si considera che la maggior parte di questa merce è per dei regali, allora si, è irritante.
Detto questo, non posso che augurare buone festività alcoliche a tutti! Hic...!
A presto!
Stefano

domenica 22 dicembre 2013

Back in Italy

Ciao a tutti!
Finalmente in Italia... A casa, tra le mura amiche, in un letto che ben conosco. Belle sensazioni, un po' come quelle che provo oltrepassa la dogana al confine italo-svizzero, cosa che succede solitamente a Gaggiolo.
Bastano pochi chilometri per accorgersi dell'enorme differenza tra Italia e Germania, che siano piacevoli o no...

Nel riflesso di una palla di Natale...

Ti accorgi di essere in Italia quando trovi strade in cui il manto di asfalto è un unico grande rattoppo. Ti accorgi di essere in Italia quando all'autogrill ti danno del vero caffè. Ti accorgi di essere in Italia quando devi pagare l'autostrada. Ti accorgi di essere in Italia quando puoi finalmente chiamare le uscite autostradali con il loro nome e non con Ausfahrt. Ti accorgi di essere in Italia quando vedi che dare la precedenza è un optional. Ti accorgi di essere in Italia quando l'istinto ti porta ad accendere la radio per ascoltare le partite, e poco importa se sono quelle di Serie B. Ti accorgi di essere in Italia quando sempre per radio sentire annunciare la solita notizia del politico corrotto di turno. Ti accorgi di essere in Italia quando la benzina la devi pagare 1.72 € e non più 1.38 €. Ti accorgi di essere in Italia quando l'abbraccio che attendi da giorni sembra arrivare mentre stai ancora guidando. Ti accorgi di essere in Italia quando tutto ciò che ti circonda sembra essere casa tua.
E ora posso dirlo, finalmente... Iniziano le vacanze!!! (mai attese come quest'anno...)
A presto,
Stefano!

sabato 21 dicembre 2013

Si torna a casa: appuntamento al 2014

Ciao a tutti!
I primi tre mesi circa, e dunque la prima fase, della mia avventura in Germania, la "Deutschland Experience", si chiudono qui. Sto infatti tornando in Italia per trascorrere con i miei cari le vacanze di Natale. Ne sentivo veramente il bisogno. Con oggi sono trentatré giorni consecutivi lontano da casa, in terra straniera. E sono tanti per chi ha vissuto quasi ventotto anni nello stesso piccolo paese di provincia, a contatto con gli stessi scenari, ogni giorno.

Marktplatz, sede degli Schweinfurter Weihnachtsmarkt

Si torna a casa, dunque, per ritrovare un po' di calore familiare che a Schweinfurt non posso avere, da solo o in mezzo a persone che sì, si sono aperte un pochino di più rispetto alle prime settimane, ma non sono ancora i tuoi amici e comunque in generale non hanno - e forse non avranno mai, per propria natura - quell'apertura nei miei confronti, forse perché italiano, forse perché non parlo ancora il tedesco. A parte alcune eccezioni...
Nonostante tutto, sono stati tre mesi molto intensi qui in Germania, di quelli che ricorderò a lungo, ricchi di avvenimenti, fatti, esperienze.

Festa in Marktplatz

Tre mesi pieni, come speravo e sognavo. Ho preparato la mia terza maratona proprio qui sull'asfalto di Schweinfurt; ho girato in lungo e in largo la Baviera, scoprendo mai conosciute o sentite fin d'ora, città fantastiche come Würzburg o Bamberga; ho vissuto appieno l'atmosfera natalizia della Germania e dei suoi mercatini di Natale; ho visto giocare i campioni d'Europa nel proprio stadio; ho provato la vita dell'uomo di casa, quella che ti costringe ripetutamente a fare i lavori domestici; ho capito cosa vuol dire amare una persona che ti aspetta per giorni, come è bello attenderla e come è triste salutarla. Tutte esperienze che mi fanno una persona più adulta, più matura e più consapevole, e per questo non posso far altro che ringraziare chi mi ha dato l'opportunità di provarci. E anche chi, non va dimenticato, mi sostiene in questo percorso.

Keßlergasse

Questo post vuole essere anche un piccolo omaggio a Schweinfurt, a questa città, che mi ha ospitato in questi mesi, della quale ho cercato di cogliere tutto lo spirito natalizio. Un po' di foto, dunque, con le quali, proprio mentre saluto la Germania e le do l'arrivederci al 2014, provo a farvi vivere un po' di aria di Weihnacht, che qui a nord delle Alpi ha tutto un altro sapore.














Bis bald!
Stefano

venerdì 20 dicembre 2013

Vi presento Monaco - Parte 2, tradizione e futuro

Ciao a tutti! 
Monaco è una città che non finisce mai di stupire, non annoia mai. Tutti possono trovarsi a loro agio. Il turista occasionale "a caccia di chiese", così come quello mirato che a Monaco ci va solo per un museo o per vederne gli stadi. Il visitatore che cerca gli aspetti più tradizionali della cultura locale, così come l'impallinato con il moderno che più moderno non c'è.
Quest'ultimo aspetto è quello che approfondirò in questo post, la tradizione e la modernità insieme in una città, peculiarità che mi affascina molto durante la scoperta di un luogo nuovo.
Riflettendo su Monaco di Baviera e sul concetto della parola "tradizione" sono due i posti che mi vengono in mente immediatamente, e sono l'Hofbräuhaus e il Viktualienmarkt, rispettivamente la birreria e il mercato più famosi della capitale bavarese.

Hofbräuhaus, il locale "must" di Monaco

L'Hofbräuhaus, una delle sette fabbriche di birra della città, è un vero e proprio simbolo di Monaco. Non a caso, nei giorni spesi a Monaco l'abbiamo sempre visto tracimare di clienti. Io e Giulia, abbiamo avuto modo di trovarvi un posto anche grazie ad una discreta dose di fortuna. Però, non consumarvi una birra o non mangiarvi i famosi Münchner Bratwurst (rigorosamente serviti con crauti), è un po' come dire di essere andato a Milano senza andare in Piazza Duomo. Un must, una tappa obbligatoria alla scoperta di Monaco. Infatti, credo che il 90% del pubblico all'interno sia composto da turisti, ma qualche cliente locale lo si può ancora vedere, inconfondibile, con la classica mise bavarese.

Le volte affrescate dell'Hofbräuhaus

Sedersi per un'oretta circa... Degustare le tipicità locali sorpresi da un soffitto completamente affrescato - qualcosa di inusuale per una birreria, per come si è abituati a conoscerla - e da un clima godereccio reso allegro dal bailamme di centinaia di persone (tremila persone la capienza massima) e dal complesso di turno... Vedere alacremente al lavoro i camerieri portare innumerevoli boccali di birra... Ma anche solo passeggiare nella folla tra muri tappezzati di boccali... Sono sensazioni da provare, posso garantirlo anch'io che la birra proprio non la posso bere.

L'albero di maggio del Viktualienmarkt


Il Viktualienmarkt (letteralmente il "mercato delle vettovaglie") è invece il mercato più famoso della città. Un vero peccato poter girare tra le bancarelle - che tradizionalmente vendono generi alimentari di ogni tipo - in un momento di chiusura del mercato. Immagino il clima festoso che contraddistingue quest'area della città. Quando si parla di mangiare, i bavaresi non si tirano di certo indietro... Inconfondibile il Maibaum, il cosiddetto "albero di maggio", uno dei tratti più caratteristici di questa cultura, onnipresenti in ogni città della Baviera. Magari ci tornerò con un post dedicato, ma questo "oggetto" che viene innalzato tradizionalmente il Primo Maggio di ogni anno, è l'onorificenza che i bavaresi rilasciano alle loro tradizioni. Vi sono rappresentati tutti i mestieri legati a questa terra. E, guarda caso, compaiono anche i marchi dei sette birrifici monacensi: Augustinerbräu, Münchner Bier, Hacker-Pschiorr Bräu, Hofbräu, Löwenbräu, Paulanerbräu, Spatenbräu.

Sphere

Tradizione. Poi vedi tutto il perfetto contrario a poche centinaia di metri. La riqualificazione di un enorme complesso in mano alla Hypovereinsbank (la filiale "tedesca" di Unicredit) ha dato alla luce quello che è chiamato "Fünf Höfe" (i "cinque cortili"), una geniale trovata architettonica degli svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron, ideatori tra l'altro dell'Allianz Arena. Opera un po' bistrattata (sia da me, sia dai miei amici), quando visitai Monaco per la prima volta, ora la rivaluto enormemente. Una serie di passaggi tra la Theatinerkirche e la Frauenkirche sono diventati un centro commerciale ipermoderno che ospita numerosi locali e negozi, in cui spiccano alcune trovate decisamente originali (vedi foto), come i giardini pensili di Tina Giese e la sfera di Olafur Eliasson.

Hängenden Gärten


Tutto quanto in un ristrettissimo raggio. Le diversità più grandi, gli aspetti più differenti, nel giro di pochi incroci. Questa è Monaco. Immaginate cosa può offrire fuori dal centro storico...
Bis bald!
Stefano

giovedì 19 dicembre 2013

La bottiglia delle 7 in punto

Ciao a tutti!
Italia-Germania 1-0: il calcio trova sempre una maniera efficace per descrivere un momento in cui gli italiani hanno la meglio sui tedeschi. Forse perché a calcio di solito li battiamo. No, stavolta non parlerò di calcio, ma di un curioso episodio capitatomi esattamente una settimana fa.
Mi trovo a Röthlein con il gruppo del laboratorio presso il quale lavoro, per festeggiare con una cena l'anno che si è concluso e per scambiarsi qualche augurio di buone festività natalizie. Serata piacevole, che scorre liscia come l'olio anche piuttosto velocemente. In procinto di tornare a casa, mi alzo, ma la mia attenzione viene richiamata da alcuni ragazzi del laboratorio. Dico loro: "vado che domani sono in laboratorio presto" (per la precisione: per loro presto significa alle 6). Loro non ci credono, di solito prima delle 8.30-9 se non anche dopo, non sono in laboratorio dovendo rispondere a un po' di mail... Ribadisco quanto detto: "alle 7 sono in laboratorio, veramente, ho un appuntamento con Andreas" e rilancio: "facciamo una scommessa?". Uno di loro, Holger, ci sta e accetta la scommessa. Alle 7 (dell'orologio sopra la porta d'ingresso) in laboratorio. Stretta di mano, in palio una bottiglia di vino.

Il vino vagabondo

Il giorno dopo, sono le 6.55 ed eccomi alla soglia della porta... Scommessa vinta, ed in premio scelgo una bottiglia di vino rosso. La scommessa tra un italiano ed un tedesco riscuote molto interesse tra i colleghi e la notizia della mia vittoria si diffonde rapidamente.
Due giorni fa scocca l'ora di ritirare il mio premio: un'interessante bottiglia di vino franconiano. Il vino è solo un simbolo, un'immagine della mia piccola soddisfazione. E dai, anche una scusa per un piccolo scambio interculturale. Al mio ritorno post-vacanze natalizie, caro Holger, tornerò con una bottiglia di vino bianco italiano. Tanto per ribadire ancora una volta che anche noi italiani sappiamo farci valere eccome, in tutto...
Bis bald!
Stefano

mercoledì 18 dicembre 2013

I presunti impeccabili

Ciao a tutti!
"Efficienza e puntualità". Sono questi, due degli aggettivi più in voga quando si tratta di descrivere il servizio offerto da DB, Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche. Mi sono affacciato al mondo dei treni tedeschi solamente sabato (a Monaco per il match di Bundesliga) e questo primo incontro non è stato dei più soddisfacenti.

La "lumaca" RB e il "ghepardo" ICE

Per una volta decido di lasciare la macchina a casa (dopo ben diecimila chilometri in meno di tre mesi) e di provare per una volta ad usare il treno. Avevo letto dell'esistenza di un "Bayern-Ticket", che con 22 € consente di viaggiare a proprio piacimento su tutti i regionali, per un giorno. Un affarone, apparentemente. Mi reco sul sito di DB - che tra l'altro ha una versione in italiano perfetto - per saperne qualcosa in più. Effettivamente è così...ma per arrivare a Monaco da Schweinfurt necessito di tre ore e mezza con due cambi, a Würzburg (Rottendorf all'andata, per la precisione) e Norimberga. Ma in auto, comunque, non ci si mette di meno. Inoltre, il tempo di attesa tra un cambio l'altro è ristretto e le DB sono rinomate per la loro proverbiale capacità di non essere eccessivamente in ritardo. Proviamoci... anche perché le alternative prevedono l'utilizzo di un ICE (Inter-City-Express), i treni ad alta velocità, e i prezzi quadruplicano... Acquisto il biglietto online, lo stampo e sono a posto.
Il viaggio di andata fila liscio che è un piacere. Treni puntualissimi se non addirittura in anticipo. A Norimberga, poi, la coincidenza è sul binario a fianco: scendi da un treno per salire sull'altro. Carrozze e sedili in ottime condizioni, è una goduria un viaggio così. L'unica pecca è nell'ultimo tratto da Norimberga a Monaco. La tratta, affollatissima a causa dei molti tifosi accorsi a seguire il Bayern, mi costringe a trascorrere tutto il tempo in piedi, con il Kindle in mano.

L'affollatissima Haupbahnhof di Monaco

I problemi si presentano al viaggio di ritorno. A Monaco il treno per Norimberga ha un ritardo di circa 45 minuti (!), cosa che mi fa saltare tutte le coincidenze successive. A Norimberga, tutto sommato me la cavo ancora, ma al secondo salto di treno, a Würzburg, non arrivo in tempo per pochi minuti e mi tocca un'attesa di quasi un'ora, per prendere l'ultimo regionale diretto a Bamberg della giornata. Risultato: invece di essere a Schweinfurt alle 23.20, arrivo alle 0.50. Ed è una magra consolazione il fatto che DB avvisi i propri clienti con una mail in caso di ritardo, se poi nella gelida stazione di Würzburg mi tocca aspettare seduto su una panchina per tre quarti d'ora.
D'altro canto, comunque, i treni sono sempre puliti, internamente perfetti ed esternamente esenti da imbrattamenti incivili tanto "di moda" in Italia. Anche in viaggio, non sembra neanche di essere su un treno; il rumore, la sensazione da attrito treno-rotaia è minimo e in certi tratti sembra scomparire. Personale gentilissimo e anche in grado di parlare inglese. Tutto quanto proprio come in Italia eh?

Mezzanotte, così presenta la stazione di Würzburg in una gelida serata di dicembre...

Riassunto: il mio primo approccio con le ferrovie tedesche non è stato dei migliori, visti i disservizi. Però ci sono anche altri aspetti che mi hanno fatto rivalutare l'opzione treno per viaggiare in Baviera. Quel che è certo, è che anche i tedeschi non sono perfetti ed efficienti come vengono dipinti. Sbagliano anche loro, ogni tanto, forse non con la stessa frequenza di Trenitalia ma capita pure alle Deutsche Bahn. Tutto il mondo è paese, dunque.
Bis bald!
Stefano

martedì 17 dicembre 2013

Ci si rivede, Amburgo - Allianz Arena experience

Ciao a tutti!
Non faccio altro che ripeterlo a chi incontro durante la giornata, a lavoro e non solo... di come è stata sensazionale l'esperienza di sabato all'Allianz Arena di Monaco di Baviera. Un esperienza a tutto tondo, un vero e proprio show visivo nonché goduria per gli appassionati di calcio. E inoltre, un bel modo per confrontare due filosofie diverse di vivere il calcio, quella tedesca e quella italiana. Tra le quali il tanto famigerato spread è sempre più ampio, e non solo a livello di risultati calcistici, ma anche culturale (visti il livello medio degli stadi italiani, il becero comportamento dei tifosi e, notizia di oggi, ancora una volta problemi con le scommesse).

L'Allianz Arena pronto per il fischio d'inizio di Bayern Monaco-Amburgo

La partita prescelta è il match di Bundesliga tra il Bayern Monaco è l'Amburgo, ultimo incontro di campionato dell'anno. Inutile chiedersi per chi avrei tifato. Bayern Monaco, ovviamente! I motivi sono tanti: in primis perchè il biglietto reperito su Viagogo mi ha condotto esattamente nella curva dove giace il tifo caldo dei die Roten. Quando si dice, tenerci alla pellaccia... In secondo luogo, io vivo in Baviera, e questa squadra porta esattamente il suo nome. Mi fa piacere tifare una squadra "di casa": qualcuno avrebbe potuto obiettare affermando che avrei potuto anche tifare il Norimberga. Però un conto è veder giocare gente come Franck Ribery e Philipp Lahm, un altro Niklas Stark e Josip Drmic. C'è indubbiamente una bella differenza. Il Bayern di Pep Guardiola è una di quelle squadre che sono punto di riferimento nel panorama calcistico mondiale. Dulcis in fundo, non potevo che tifare contro gli avversari di giornata, l'Amburgo. Non ero ancora nato nel 1983, ma quella finale di Champions League ad Atene gli juventini (soprattutto quelli di lungo corso) se la ricordano bene. Giocava l'Amburgo, quella sera contro la Juventus. Noi eravamo il faro il calcio mondiale, loro a confronto ben poca cosa. E perdemmo noi, così va il calcio. Tifare Bayern Monaco mi sembrava, tutto sommato, la cosa più logica da fare...

L'impressionante struttura traslucida dell'Allianz Arena

La "Allianz Arena-Experience" comincia diverse ore prima del calcio di inizio, in una gelida stazione ferroviaria della Franconia, a Rottendorf. Un piccolo drappello di tifosi del Bayern, anch'esso in attesa del treno per Norimberga, inizia ad intonare qualche piccolo coro. Sullo stesso treno si trovano in "coabitazione" molti ragazzini con le sciarpe del Bayern, e non solo. Ad un certo punto vedo un ragazzino con la maglia di Rafael Van der Vaart (il giocatore più talentuoso dell'Amburgo) e passa lungo il corridoio del vagone. In Germania, rispetto. In Italia, coltello, forse? I tifosi del Bayern colonizzano i treni, cantano ma senza disturbare eccessivamente. Anche perché tra un canto e l'altro c'è da sciacquarsi la gola con un po' di Paulaner...

Sciarpe, sciarpe, sciarpe

Il secondo approccio con i tifosi, stavolta quelli dell'Amburgo, avviene nella stazione metropolitana di Münchner Freiheit, presa d'assalto in direzione stadio. Sono tanti e dai cori cantati ad alta voce fanno quasi paura. La polizia (anche qui...) li scorta, ma nessuno dei tifosi prova a scontrarsi con le forze dell'ordine. Arrivati alla stazione della metropolitana di Fröttmaning, la polizia (composta anche di donne) schiera su entrambe le uscite, lasciando passare solamente ignari cittadini e persone chiaramente del Bayern, come me. Curioso, comunque, vedere schierate tra le forze di polizia anche delle donne. Mai viste in Italia, a fare servizio allo stadio.

Saluti dall'Allianz Arena!

Dall'uscita si intravede subito lo stadio, con il suo mantello bianco in politetrafluoroetilene, inconfondibile e fantastico. Lo si raggiunge tramite una apparentemente lunga passeggiata, in cui si ha tutto il tempo di ammirarlo. E anche chiedersi, in mezzo ad una fiumana di tifosi bavaresi, come mente umana abbia potuto concepire e realizzare un'opera simile, così... perfetta. Giunto ai piedi dello stadio vado alla ricerca della biglietteria ove ritirare i tagliandi per l'ingresso. Tutto molto efficiente: non più di due minuti di coda. Si consegna l'ordine e un documento di identità e dall'altra parte dello sportello ti portano i biglietti. Detto, fatto. Tutto si svolge rapidamente, senza alcun disguido e soprattutto senza isterismi "all'italiana" da parte dei tifosi...
Prima di entrare, mi concedo un piccolo acquisto: una sciarpa del Bayern Monaco, quella classica rossa, con il suo simbolo e le quattro stelle (che in Germania significano 20 scudetti e non 40 come in Italia). Dopo, una immancabile foto di rito davanti allo stadio, il miglior ricordo di questa giornata.

Tifosi dell'Amburgo alla stazione metropolitana di Münchner Freiheit

Arriva l'ora di entrare. Un tornello che verifica la validità del tagliando d'ingresso e poi i controlli. Più rigorosi che in Spagna, ma mai umilianti come in Italia, dove, per colpa di quelle emerite teste di cazzo chiamate ultras, sono stato talvolta obbligato dalle forze dell'ordine a togliermi le scarpe. Piacevole sorpresa post-controllo: alcuni ragazzini e ragazzine appostati dopo la zona dei controlli forniscono ai tifosi dei buoni per ritirare ai bar interni allo stadio un bicchiere da 0,3 l di Glühwein. Paga il Bayern. A me ne danno quattro ma ne userò tre, che vuol quindi dire quasi un litro di caldo di vin brulè scroccato ai campioni d'Europa. Grazie, Bayern! Anche se, a dirla tutta, con quello che costano i biglietti, forse è il Bayern a dover ringraziare me.
Salire la scala che porta al terzo anello della curva sud dell'Allianz Arena non ha lo stesso fascino e come dire, la stessa attesa, del salire lungo una torre di San Siro, ma è comunque sempre una grossa emozione quella che precede il solo intravedere del terreno di gioco. Lungo la scala intravedo il segreto dell'illuminazione dell'Allianz Arena, diversa in base alla squadra che vi sta giocando: le lampade disposte sul telaio possiedono al loro interno i tre colori (bianco, rosso e blu) che può assumere il mantello dello stadio. Suppongo che sia possibile scegliere in remoto quale accendere... che tecnologia meravigliosa!

Glühwein... Danke Bayern!

Poi arriva quel momento che ti toglie sempre il fiato, l'ingresso nello stadio. Il campo sembra a due passi, ma tu sei al terzo anello! Terreno di gioco in perfette condizioni, uno stadio ancora vuoto, del quale si possono ammirare i lineamenti ondulati, perfetti. La prima cosa che mi salta all'occhio è che non ci sono barriere tra i vari settori dello stadio: ne approfitto per spingermi nella zona della tribuna, per vedere il campo un po' come lo vedrebbero in televisione.
Poi inizia la lunga attesa delle 15.30. Solite cose: pubblicità (tra cui quella dell'azienda tedesca concorrente a quella per cui lavoro...), immagini di repertorio del Bayern Monaco durante il presente campionato, highlights degli anticipi della giornata di Bundesliga. Nulla di particolarmente diverso da ciò che sono abituato a vedere quelle volte che vado allo Juventus Stadium. I tifosi iniziano ad intonare l'inno - molto bello - e alla fine arrivano le squadre per cominciare il riscaldamento. Quanto alla civiltà dei tifosi: l'ingresso dell'Amburgo è coperto da una pioggia di fischi. Non conoscendo il tedesco e non avendo padronanza della realtà calcistica tedesca, non saprei, sinceramente, dire se nei cori ci sono intenti razzisti o di discriminazione territoriale - sui quali sono aperte molte discussioni in Italia - però una cosa è certa, non sono solo gli italiani a fischiare gli avversari.
Il riscaldamento del Bayern Monaco non è poi nulla di speciale, però sono lì davanti a te, i campioni d'Europa in carica. Sono undici giocatori di calcio, non dèi... però sono grandi atleti, fuoriclasse nel loro sport, e per un tifoso di calcio è sempre una bella emozione.

Il terreno di gioco dell'Allianz Arena visto dalla tribuna est

Il tempo scorre velocemente, le attese allo stadio non sono mai troppo lunghe. Arriva uno di quei momenti da sempre concentrato di brividi, quello della lettura della formazione e dell'ingresso in campo delle squadre. Memorabile... E poi via!
La partita è fin dall'inizio a senso unico, come era prevedibile. Il Bayern Monaco schiaccia l'Amburgo nella propria metà campo e imposta il gioco a proprio piacimento. L'Amburgo prova a giocare di rimessa, ma senza incisività. La circolazione di palla nel Bayern è fantastica, la solidità in ogni reparto è veramente impressionante. D'altronde, se in tutta la stagione hanno perso una sola partita (in Champions League, a qualificazione già raggiunta) un motivo ci sarà. Alla fine il goal arriva, da parte di quell'animale d'area che è il numero 9 dei bavaresi, Mario Mandžukić, alla fine del primo tempo. Da questo momento la partita è una lunga marcia trionfale verso il successo numero 14 in Bundesliga, completata dai goal a metà ripresa di Mario Götze, e nel finale di partita da Xherdan Shaqiri. Neanche una rete spettacolare dell'Amburgo, siglata da Lasogga, per il parziale 2-1, scalfisce la sicurezza del Bayern. La vittoria dei bavaresi era chiaramente prevista fin dall'inizio e il pronostico è stato rispettato in pieno.

Il calcio d'inizio!

La prova di squadra offerta dai campioni d'Europa in carica è incredibile, ma alcuni giocatori sono decisamente una spanna sopra gli altri. In porta la sicurezza offerta da Manuel Neuer è sconvolgente; è un portiere che al momento potrebbe anche parare con un solo braccio talmente è in forma. In difesa Dante non se ne fa scappare una; il centrale brasiliano si conferma come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. A centrocampo, uno dei marcatori di giornata, Mario Götze, ratifica di poter essere il futuro di questa squadra nel momento in cui abbandoneranno i fenomeni trentenni di questa squadra (Lahm, Ribery e Robben). In attacco, beh, Mario Mandžukić è devastante, è il classico attaccante che fa reparto da solo. Avercene in Italia, di punte così...

Fasi di riscaldamento per gli undici giocatori titolari di giornata

Durante la partita è stato interessantissimo vedere le reazioni del pubblico alla notizia delle reti sugli altri campi di Bundesliga. Ovviamente tante risate e cori gioiosi alla notizia che lo storico rivale del Borussia Dortumund stava perdendo. Ciò che mi ha colpito è l'attaccamento dei tifosi bavaresi alle altre due squadre bavaresi: un piccolo boato partiva dalla curva del Bayern alle reti dell'Augusta e del Norimberga. Un po' come se la curva della Juventus esultasse per una rete del Novara o meglio ancora, se le curve di Milan e Inter esultassero ad un goal dell'Atalanta. Pura utopia...

L'Allianz Arena colorato di rosso, al termine della partita

Fantastica l'esultanza post-goal del Bayern. Esattamente come in Italia, il nome del marcatore viene scandito in coro per tre volte dai tifosi, e fin lì niente di nuovo. La sequenza successiva invece, è qualcosa di inedito, mai visto prima in Italia. Per fare un esempio, questo è ciò che è successo al secondo goal del Bayern (vedi video sotto):
Speaker: "FC Bayern München!"
Pubblico: "Zwei!" (due!)
Speaker: "Hamburger SV!"
Pubblico: "Null!" (zero!)
Speaker: "Danke!!!" (grazie!!!)
Pubblico: "Bitte!!!" (prego!!!)


La festa all'Allianz Arena si conclude addirittura con una party natalizio. La società e la squadra hanno voluto, al termine dell'ultima partita casalinga, ringraziare i tifosi - colti da totale incredulità - con uno psichedelico show di luci e colori. Sicuramente la degna conclusione di un anno storico per il Bayern, con la conquista di Bundesliga, Champions League, Coppa di Germania, Supercoppa Europea e chi lo sa, fra qualche giorno anche il Mondiale?
Dopo una bella dose di Glühwein, ha inizio il lungo ritorno a casa. Lungo, perché l'uscita dallo stadio è un pochino difficoltosa. Molti tifosi sono arrivati utilizzando la metropolitana, ma l'accesso ad essa non è dei più semplici e le operazioni di deflusso sono rallentate. Da una parte è meglio così...ve lo posso garantire, quel faro rosso che è l'Allianz Arena quando vi gioca il Bayern è sensazionale. Starei sempre lì a guardarlo... se non fosse per un treno da prendere e una temperatura prossima allo zero.

Show post-partita

Sono le 21.30 circa quando mi trovo sul treno che da Norimberga mi porta a Würzburg. Sono passate più di quattro ore dalla fine della partita, ma nella mia carrozza trovo ancora dei tifosi del Bayern, li riconosci dall'immancabile sciarpa rossa al collo. Sono in piedi, davanti al portellone d'uscita, in piedi. Con una birra in mano, e cantano, cantano, cantano. Fanno festa, felici, per la vittoria della loro squadra. Nessuno dei presenti seduti li critica, anzi sorridono pure loro, quasi come se fossero contenti nel vedere tutta questa manifestazione di gioia. Ma soprattutto, non creano problemi, non rompono bottiglie, non spaccano i finestrini, non imbrattano le pareti dei treni, non fanno del male a nessuno, cantano solo a squarciagola la vittoria della loro squadra. Soprattutto non si scontrano con i tifosi dell'Amburgo presenti sulla stessa carrozza. Il vero tifo, quello "sano" è questo qui, fatto di sfottò ma non di insulti, fatto di passione ma anche di rispetto per l'avversario. Senza eccessi né violenza. Quello che mi piacerebbe vedere in futuro in Italia, quello che vorrei condividere in futuro con i miei figli.
Sono forse veramente troppo sognatore?
Bis bald!
Stefano

lunedì 16 dicembre 2013

Vi presento Monaco - Parte 1, la Monaco che tutti conoscono

Ciao a tutti!
L'ho ritrovata dopo due anni, bella come allora, Monaco di Baviera. Contento di esserci tornato, qui si respira sempre un'aria felice. Passeggiare per le sue vie, nonostante il gran caos dovuto alle incombenti festività natalizie e al primo weekend di Weihnachtsmarkt, mi dà serenità. E gioia, Monaco di Baviera è una di quelle città che mi fa sentire a casa.
Ha qualcosa di speciale, Monaco, che non sono mai riuscito a cogliere. Non ha la vivacità umana di una città come Barcellona, non ha la storia millenaria di Roma, non ha l'irresistibile fascino di una metropoli come Parigi, non ha la raffinatezza artistica di Venezia, ma la capitale di Baviera è una di quelle città che definirei "speciali", di quelle che rimangono sempre impresse nella memoria.

La facciata del neogotico Neues Rathaus

Raccontare questa città non è impresa semplice di per sé, figuriamoci in un solo post. È cosa praticamente impossibile. Sono troppi gli aspetti di una città così sfaccettata e versatile. Da qualche parte si deve pur cominciare e allora lo farò partendo da quel risvolto di Monaco che più o meno tutti coloro che l'hanno visitata conoscono. Tanto per capirci, quella della Marienplatz e della Frauenkirche.

Karlstor, porta d'accesso occidentale al centro storico di Monaco

Marienplatz, con il suo Neues Rathaus, fornisce al visitatore che esce dalla stazione della metropolitana un colpo d'occhio veramente incredibile. Marienplatz è sicuramente uno dei maggiori centri della vivacità monacense: questa piazza è caratterizzata da innumerevoli peculiarità che la rendono vero simbolo della città. Non a caso, due "talismani" della città si trovano proprio qui. Uno è la Mariensäule, una notevolissima statua al centro della piazza - impossibile non vederla - che venne innalzata al termine della Guerra dei Trent'Anni a titolo di ringraziamento e protezione dal tormento bellico; è una statua ricca di allegorie, infatti su ogni vertice posto alla base della statua si trovano infatti le rappresentazioni della vittoria del bene contro la guerra, la peste, la fame e l'eresia (rispettivamente simboleggiati da leone, drago, basilisco e serpente). Il secondo amuleto è la Fischbrunnen, fontana così chiamata perché in questa zona della piazza - in posizione un pochino defilata - si trovava il mercato del pesce; qui gli abitanti di Monaco consumano nel mercoledì delle Ceneri un rito veramente particolare, quello di lavare i portafogli, come auspicio di benessere economico per il resto dell'anno. Sarà questo insolito cerimoniale che permette a Monaco di essere una delle città più ricche e benestanti di Germania?

Il carillon del Neues Rathaus e, sulla destra, la punta della Mariensäule, la statua al centro di Marienplatz.

E poi, il Neues Rathaus, questa sensazionale costruzione neogotica è di per sé tutta un allegoria della storia di Monaco. Statue, guglie e innumerevoli decorazioni sulla facciata sono il contorno ad una delle attrazioni assolute della città, il carillon della torre dell'orologio. Allo scoccare delle 11 e alle 12, infatti, una piccola rappresentazione prende il via e mette in scena (nel carillon in alto) il matrimonio tra il duca Guglielmo V con Renata di Lotaringia e la cosiddetta "danza dei bottai", simbolo di protezione dalla peste.

Le due torri della Frauenkirche

Il simbolo "numero due" della città è probabilmente la Frauenkirche. Non tanto perché è la cattedrale di Monaco, nonché chiesa più rappresentativa, ma per le tue torri, alte circa un centinaio di metri, che caratterizzano il profilo del centro storico. La chiesa appare severa, austera, quasi come fosse un antico maniero, un piccolo fortino della religiosità monacense. Ed è anche chiaro punto di riferimento visivo per i visitatori, data la sua mole. Qui sono sepolti molti dei re di Baviera, tra cui Ludovico il Bavaro, al quale è stato dedicato l'immenso monumento funebre all'inizio della navata destra.

La meravigliosa facciata rococò della Asamhaus (a sinistra) e della Asamkirche (a destra)

Non è solo la Frauenkirche la chiesa a meritare attenzione nel centro di Monaco. Altre due, a mio parere, meritano un'attenta visita.
Una è sicuramente la Michaelskirche, opera rinascimentale assolutamente inconfondibile posta al fondo della trafficatissima Kaufingerstraße - arteria che conduce da Marienplatz a Karlsplatz - sulla cui facciata sono state erette statue di santi e di regnanti della Baviera. È il migliore esempio di architettura in stile "italiano" presente a Monaco. Non a caso, i maggiori contributi a questa realizzazione provengono proprio da artisti italiani o artisti tedeschi formatisi in Italia.
La seconda è senz'ombra di dubbio la Asamkirche. Anche se consacrata a San Giovanni Nepomuceno, viene chiamata così in quanto progettata e costruita dai fratelli Asam, artisti a 360° che hanno lasciato in tutta la Baviera, e non solo, opere di incredibile valenza. Questa chiesa, uno dei gioielli assoluti dello stile rococò, venne studiata inizialmente come cappella privata dei due artisti (e questo la dice lunga sul patrimonio economico accumulato in anni di commissioni) e poi venne resa aperta al pubblico. Già nella facciata si ha un'anticipazione della meraviglia che si trova all'interno; uno stupefacente continuo di decorazioni, in cui la doratura degli stucchi si perde nel grigio e nel rosso scuro del marmo. Monumento religioso assolutamente da non perdere, probabilmente la chiesa più bella di Monaco.

Max-Joseph-Platz e il Nationaltheater

Il fascino di Monaco è anche merito della cosiddetta zona "di corte". Essa si sviluppa a nord della Marienplatz, lungo la Residenzstraße, tra Max-Joseph-Platz e Odeonplatz ed è la zona in cui hanno sede tutti gli edifici residenziali dei Wittelsbach, i regnanti di Baviera.
Il primo edificio che si incontra è il neoclassico Nationaltheater, posto proprio su Max-Joseph-Platz. È un luogo sacro per gli amanti della lirica, qui infatti si tennero le prime di numerose opere di Richard Wagner prima e Richard Strauss (da non confondere con quelli di Vienna) dopo.
Proseguendo su Residenzstraße si trova l'immenso complesso della Residenz. Il termine Residenz mi fa venire alla mente Würzburg, ma questa è tutt'altra cosa. Questo edificio è decisamente diverso: meno "lineare" ma più ramificato, esso è molto più esteso e racchiude diversi cortili, nei quali passeggiare fa un certo effetto. Qui, due secoli fa, era tutto un viavai di eleganti carrozze, un pullulare di sovrani ed imperatori; tra queste mura, si decidevano piccoli pezzi della storia di Germania e dell'Europa, le quali conseguenze - positive e non - si osservano ancora adesso. La Residenz è sicuramente un'opera che meritava attenzione, anche per il ricco interno, ma il tempo a disposizione è - come spesso accade - scarso... spero di potervi tornare, prima o poi.

Residenzstraße e a sinistra, la facciata ovest della Residenz

La zona "di corte" si chiude a nord con Odeonplatz. Su questa originale piazza si trovano due opere che rimandano all'Italia, la Theatinerkirche e la Felderrnhalle, poste una davanti all'altra. La prima è inconfondibile per la sua gialla facciata barocca: venne commissionata dalla principessa Enrichetta Adelaide di Savoia a titolo di ringraziamento per aver dato alla luce l'erede al trono di Baviera ed è quasi interamente opera di artisti italiani. La seconda, la Felderrnhalle prende invece esempio dalla loggia dei Lanzi a Firenze, e ben raffigura l'amore di Ludovico I per l'arte rinascimentale.

La Fischbrunnen in Marienplatz; sullo sfondo la sagoma dell'Altes Rathaus

Chi ha visto Monaco e ha avuto di conoscerla a fondo sa bene che la capitale di Baviera non è solamente ciò che ho descritto in queste righe. C'è molto di più... c'è la Monaco dei grandi musei, quella delle birrerie più famose, quella degli edifici ultramoderni, e anche quella dello sport... c'è spazio per tutto, a Monaco. Proverò a raccontarli tutti, questi aspetti, ben conscio che le mie parole non potranno mai descrivere al meglio tutto ciò che solo gli occhi possono apprezzare pienamente, in questa fantastica città.
Bis bald!
Stefano

sabato 14 dicembre 2013

Nella tana dei campioni d'Europa

Ciao a tutti!
Sto scrivendo con brividi lungo la schiena. Sto scrivendo da uno templi moderni del calcio, l'Allianz Arena di Monaco di Baviera, la casa dei die Roten, i campioni di Germania e d'Europa in carica del Bayern Monaco.
Chi mi conosce bene sa esattamente che uno dei miei desideri da realizzare durante i miei mesi in terra bavarese era trovare un biglietto per vedere una partita casalinga del Bayern. Ora, finalmente, ci siamo. E fra poco avrà inizio il match di Bundesliga fra Bayern Monaco e Amburgo...

L'Allianz Arena di rosso vestito per il Bayern Monaco

Perché è un'esperienza così ricercata quella di vivere la Bundesliga (per i non esperti, il massimo campionato tedesco) a Monaco? Beh, presto detto. Il Bayern è reduce da una stagione, quella 2012/13, a dir poco esaltante con la tripletta campionato/Champions League/coppa di Lega. Il Bayern è una macchina perfetta da calcio, un calcio molto atletico ma pur sempre spumeggiante. Una vera goduria per gli appassionati. E poi c'è lo stadio, l'Allianz Arena, un vero e proprio tempio del calcio.

"Prezioso" tagliando

Sopranominato Schlauchboot, letteralmente "il gommone", l'Allianz Arena ha una struttura senza uguali nel panorama degli stadi europei. Il paramento esterno è costituito di migliaia di cuscini pneumatici in politetrafluoroetilene che proiettano in cielo una luce colorata a seconda della squadra che vi gioca: rossa per il Bayern Monaco, blu per l'altra squadra cittadina, il Monaco 1860, bianca per la nazionale tedesca.
La foto sopra dice tutto e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Che spettacolo...

L'orso Berni, la mascotte del Bayern Monaco

Qualcuno mi disse che è assai complicato trovare un biglietto per una partita del Bayern, in quanto tutto lo stadio (che ha una capienza di circa settantamila posti) è abbonato. Ed è vero, però c'è uno strumento veramente formidabile, chiamato Viagogo, il quale portale permette di rintracciare biglietti per (quasi) qualsiasi settore dello stadio. Come funziona? È veramente semplice: gli abbonati che non possono recarsi allo stadio perché impossibilitati, possono mettere in vendita il loro posto allo stadio per la singola partita conservando l'abbonamento. Gli interessati acquistano online il biglietto, possono ritirarlo allo stadio oppure farselo inviare a casa. Più comodo di così cosa c'è?

Lo spettacolo dell'Allianz Arena in attesa del sold-out

Ed ora, eccoci qui, curva sud, terzo anello, in attesa che i ragazzi di Pep Guardiola diano spettacolo. Pronti a goderci un'esperienza sensoriale unica! Che lo show abbia inizio...
Bis bald!
Stefano

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