martedì 21 aprile 2015

Road to Hamburg: finiamolo, 'sto allenamento

Ciao a tutti!
Esci di casa e hai una mezza maratona da correre. Non è un semplice allenamento, è una gara vera e propria. È la Fußbodentechnik Schmitt Halbmarathon, un nome così lungo per quella che in fondo si potrebbe semplicemente definire "la mezza di Schweinfurt". Il caso ha voluto che essa si disputasse proprio la settimana prima dell'appunto podistico da me più atteso della primavera 2015, la Haspa Marathon Hamburg. Ed è quindi da mesi che avevo messo nel mirino il 19 aprile per correre questa mezza e farla per puro divertimento e allenamento. Infatti, l'allenamento per le ultime due maratone di Venezia si concluse con una sorta di mezza maratona, corsa esattamente sette giorni prima della maratona. L'obiettivo è di correre tra 4'25"/km e 4'27"/km, un ritmo veloce ma non eccessivo. Le migliori risorse vanno conservate per la domenica che verrà.

Era il chilometro 7 (© MainCityRun)

Il bello di correre una mezza maratona nella città in cui risiedi è che ti alzi, vai a ritirare il tuo pettorale, torni a casa, fai ancora qualche lavoretto (tipico da weekend assonnato), poi ti vesti - per l'occasione con la canotta aziendale che dovevo indossare l'anno scorso alla Marathon de Paris -  e vai a correre. Così è stato domenica scorsa. Con l'aggiunta di riscaldamento e stretching fatti davanti alla porta di casa, come al solito quando si tratta dell'allenamento quotidiano. Non mi sembra neanche vero. Tutto è molto rilassato, l'esatto opposto di ciò che avverrà domenica (e soprattutto sabato al ritiro del pettorale), quando la tensione sarà totale. Mi presento sulla linea di partenza, in pieno centro, solo dieci minuti prima del via. Corricchio ancora un po' prima di schierarmi. Certo, la mezza di Schweinfurt non è quella di Torino, e la ressa non è dunque tale da dover fare a gomitate per non trovarsi gente eccessivamente lenta alla partenza. Ma a differenza di tante altre cose, l'introduzione alla partenza di questa corsa è accompagnata da una musica carica di pathos, che fa sembrare l'evento una grande manifestazione di livello internazionale. Verrebbe da dire "oh, ma è sempre la mezza di Schweinfurt, non di Berlino o di Londra", ma va bene uguale.

Il giorno della mezza di Schweinfurt è giunto (© MainCityRun)

Ci sono due giri da effettuare all'interno del centro di Schweinfurt, su strade che conosco più che perfettamente. Sono le strade che ogni giorno percorro per andare a lavoro, per fare la spesa, o anche solo per una passeggiata: Rossmarkt, Dürer-Platz, Spitalstraße, Marktplatz, Metzgergasse, Ring, Rückertgasse, Keßlergasse. Qualche chilometro così, poi finalmente si esce dal centro, per spazi più ampi, ariosi, per correre lì dove si decide il tempo di gara. Muoversi vicino al fiume ha una prima ed immediata conseguenza: la presenza del vento. Che da una parte aiuta a non sudare troppo, e dall'altra infastidisce non poco, soprattutto quando si chiude il tratto di ciclovia e si attraversa il ponte sul Meno. In combinazione con la salita dell'Hahnenhügelbrücke, non dura ma continua, il vento fa affiorare una possibile crisi. È qualcosa di puramente temporaneo, non appena si ritorna ad una corsa priva di vento, il ritmo ritorna a farsi regolare, anche nel lunghissimo rettilineo sterrato che costeggia la sinistra orografica del Meno. Le giuste lepri, che supererò una dopo l'altra, mi portano a tenere una condotta regolare di gara, mai esagerata nel ritmo ma sempre in costante accelerazione.

Per la seconda volta in procinto di entrare nella Rossmarkt (© Matze Muthde)

Non vi è salita o salitella che rallenti la mia marcia. Non ci riesce il ponte che separa Bergrheinfeld e Grafenrheinfeld. Anche nell'ultimo rettilineo, in Schrammstraße, in leggera salita, riesco a stampare un bel chilometro in 4'15"/km. A fine gara, questo è decisamente un gran bel viaggiare. Mi concedo un ultimo e veloce allungo in corrispondenza dell'arrivo, per chiudere in bellezza, sotto 1h34', che era all'incirca il tempo che speravo di realizzare. Al termine della gara mi tolgo anche una piccola soddisfazione. Nell'area rifornimento (in cui non posso bere, c'è solo birra!!!), tra uno spicchio di mela e una porzione di banana, mi ferma un podista, chiamandomi per nome (letto sulla canotta) e mi chiede "sei tu quello che corre sempre sulla ciclovia in direzione Schonungen?". Eh beh si, certo che sono io! Anche se, va detto, io corro anche in direzione Schweinfurt: altrimenti come ci torno a casa? Esco dal "paddock" felice, per il risultato, ma anche per la bella esperienza di corsa nella propria città. Questa mezza maratona, a livello di organizzazione, è stata quasi impeccabile.

Il momento della partenza (© MainCityRun)

Il dato importante non è solo il ritmo con cui termino questa prova, ossia 4'25"/km, esattamente quello sperato, ma l'ottimo stato fisico al termine. Non posso dire di essere stanco - chi non lo sarebbe dopo ventuno chilometri di corsa a ritmo sostenuto? - ma neanche distrutto. Ritorno a casa con le mie gambe, senza grossi fastidi e dolori. Tra ieri ed oggi, non ho avvertito i postumi di una gara stressante come una mezza. Allenamento doveva essere ed è stato. Lo spirito è ovviamente altissimo, le energie più preziose sono conservate. Ora si tratta di mantenere la condizione fisica fino a domenica. E di stare calmi, questa è la settimana dei demoni, degli spettri che tormentano i maratoneti prima dell'appuntamento più atteso.
-5 e saprò.
Bis bald!
Stefano

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