giovedì 18 settembre 2014

Passo dopo passo, tappa 2: in griglia di partenza

Ciao a tutti!
La mezza maratona che ho corso domenica doveva fornire degli spunti interessanti per capire quale fosse il mio stato di forma attuale. E questi spunti ci sono stati. Alla Mezza di Monza non ho sfigurato, anzi, è andata decisamente bene. Come già raccontato domenica, ho chiuso la prova in 1h35'47". È un tempo ben lontano dal mio personale, ma non è questo ciò che mi interessa. Il riferimento è tutto all'anno scorso, in cui cominciai il mio allenamento per la maratona partendo da una lunga sosta e da uno stato di forma obiettivamente non ottimale. Esattamente una settimana prima rispetto alla Mezza di Monza, corsi a Parma la Cariparma Running Mezza Maratona (vedi post). E lo feci con un tempo superiore di 35". Non basta: il percorso di Monza mi è sembrato molto più duro, a causa dei saliscendi continui. Soprattutto quelli nella zona della curva Parabolica dell'Autodromo di Monza: due sottopassaggi micidiali, più un drizzone nei pressi della Cascina Casalta. Anche le temperature, lontani dalla frescura del bosco, erano elevate. Insomma, tanti indizi per una conferma. Se non interviene qualche problema fisico importante, non sono in ritardo di condizione atletica rispetto al 2013. A proposito di intoppi, il ginocchio non manifesta problemi. Qualche dolorino c'è, ad entrambe le ginocchia, ma è tipico della corsa, molto discontinuo. Tutto pare al posto giusto, insomma.

Tutta la fatica dei 21,097 chilometri in una sola immagine (grazie a Barbara per la foto)

A dirla tutta, il ricordo più bello che mi porterò con me dalla Mezza di Monza è la gara stessa. Un'atmosfera speciale in un luogo assolutamente speciale: l'Autodromo Nazionale e lo sterminato Parco di Monza. Si parte addirittura dalla linea di partenza del Gran Premio d'Italia, si compie un giro di pista quasi completo: alla curva Parabolica si esce dal circuito per entrare in zona paddock, dunque si esce dall'autodromo. Inizia il parco, per quasi quindici chilometri di corsa nella natura. Rettilinei e curve, asfalto e un po' di terra, salite toste e lente discese. Sguardo che volge alle praterie del parco, corpo che trova quiete nell'ombra del bosco. Bello correre qui, sì che i monzesi sono podisti fortunati! Intorno al chilometro 19 si inizia il rientro in autodromo...le ultime centinaia di metri sono quelle del Gran Premio! L'arrivo è proprio quello...

Il vincitore tra gli uomini, l'olimpionico Danilo Goffi (fonte: milombardia.gazzetta.it)

...quello dove tagliano il traguardo per primi solo i grandi campioni che guidano le macchine più veloci, lì dove sorge il podio più spettacolare della Formula 1, lì dove ho sentito suonare l'inno tedesco e quello italiano in rapida successione durante l'epopea di Michael Schumacher e della Ferrari, lì dove batte forte il cuore del Cavallino rampante. Quel giro di pista lo corro non troppo forte, un'esperienza del genere va vissuta e goduta fino alla fine. Quasi in maniera religiosa, ripercorro tutto il tracciato di Monza...Prima variante, Biassono, variante della Roggia, prima di Lesmo, seconda di Lesmo, Serraglio, Ascari, Parabolica. Tocchi i cordoli, per scegliere la miglior traiettoria. Un occhio all'asfalto, ancora pieno di segnacci di gomma. Un occhio in alto, dove ci sono i cartelli per aiutare la staccata in fondo ai rettilinei. Suggestioni, ricordi. Come alla Roggia, sede di quel memorabile sorpasso di Michael Schumacher ai danni di Mika Hakkinen.
Cose che solo qui a Monza...

In azione nel Parco (fonte: andocorri.blogspot.it)

E poi, l'arrivo. Ventuno e più chilometri di fatica per una gran bella ricompensa, quella di tagliare il traguardo lì dove scende una bandiera a scacchi. Mi sdraio sull'asfalto, voglio abbracciare quella superficie "fatata". All'arrivo c'è tutta la famiglia di Giulia ad aspettarmi, e questo aumenta il piacere dell'arrivo e di una fatica che è sempre tanta, mai troppa e sempre idilliaca. Taglio il traguardo felice, per l'ennesima volta sui 21,097 chilometri.

Abbraccio rilassato all'arrivo (grazie a Barbara per la foto)

Raramente ho provato una simile gioia dopo una mezza maratona. Forse la prima volta, a Torino, quando la corsa era più un hobby che una passione. Forse in occasione del personale, a Novara (vedi post). Se le sensazioni sono queste, allora un'idea mi frulla in testa. Monza come appuntamento fisso di settembre: ventuno chilometri e una seconda famiglia sono ottimi motivi per ritornare su questo storico rettilineo. Appuntamento al 2015, dunque...
A presto!
Stefano

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