martedì 1 ottobre 2013

Venezia training, tappa 3: tra centrali nucleari e verdi colline

Ciao a tutti!
L’ultima settimana appena trascorsa ha registrato nuovi passi avanti nella preparazione in vista della Venice Marathon. Ad essere sincero, i progressi riscontrati sono del tutto inaspettati, specie pensando alla situazione di due - tre settimane fa, quando correvo a ritmi decisamente alti.
I miglioramenti sulle ripetute erano già evidenti la scorsa settimana, e si sono ulteriormente confermati. Il tempo medio sulla ripetuta da 3000 metri, è passato dai 4’26”/km di ormai due settimane fa ai 4’22”/ km della scorsa settimana. Una serie di cinque ripetute più veloci, da 2000 metri, ha fatto segnare (mediamente) un tempo di percorrenza di 4’12”/km. E le sensazioni a livello fisico sono decisamente positive, al termine dell’allenamento non mi sento mai particolarmente stanco.
Ciò che però mi rende molto contento è quanto svolto domenica. Normalmente utilizzo il weekend per le sessioni a lungo chilometraggio. Domenica non potevo che approfittarne, complice la bellissima giornata di sole.

Grafenrheinfeld e la sua centrale nucleare

Ho provato a correre lungo le piste ciclabili del Meno, ma stavolta in direzione Würzburg, per la prima volta. Mi sono spinto verso la zona della Kernkraftwerk di Grafenrheinfeld, ossia la centrale nucleare che fornisce l’energia elettrica alle svariate aree industriali di Schweinfurt. Esteticamente parlando, le due torri di raffreddamento, simbolo visivo di ogni centrale nucleare, non impattano la bellezza del paesaggio circostante, dominato da campi di mais, colza, grano e verdure varie. Correre in questo paesaggio è decisamente piacevole.
I ventotto chilometri corsi domenica, da Schweinfurt fino alla cittadina di Waigolshausen, sono stati molto allenanti: il paesaggio è tutt’altro che pianeggiante. Soprattutto nei pressi degli abitati di Garstadt e Hergolshausen, la ciclabile diventa un continuo saliscendi. Si sale di quota: invertendo la direzione per tornare al punto di partenza si può ammirare Schweinfurt tutta. La salita non è nulla di trascendentale, ma un po’ di pendenza – seppur minima – rende più impegnativo il lavoro muscolare.
Proprio alla luce di quanto detto, il lungo di domenica è da considerarsi estremamente positivo. Quando ho stoppato il mio orologio, davanti all’Amtsgericht di Schweinfurt, avevo corso 27,6 km alla media di 4’51”/km! Valuto questo allenamento molto positivo in quanto prima di Barcellona su una distanza molto simile avevo corso al ritmo di 4’57”/km: sei secondi in meno sul passo sono un ottimo progresso. Inoltre, la media di corsa è stata costante a 4’52”/km-4’53”/km per venticinque chilometri circa, e alla fine sono riuscito ad incrementare il ritmo abbassandola ulteriormente. In secondo luogo, la condizione fisica al termine era discreta: si, le gambe non erano di certo fresche, ma neanche a pezzi. E di fiato ne avevo da vendere. C’è anche da valutare quanto fatto nell’ottica del percorso: il saliscendi presente, specie nella fase centrale del percorso, non può far altro che rallentare il ritmo corsa. Ah, ci sarebbe da aggiungere ancora un po’ di vento contrario per qualche chilometro…

Il corso del Meno nei pressi di Schweinfurt

Facendo queste valutazioni e considerazioni, in me non può che salire l’attesa per la Venice Marathon di domenica 27 ottobre: la condizione c’è e non si può che migliorarla. Con un obiettivo preciso: migliorare il personale di Torino e magari scendere sotto le 3h20’. Il sogno utopistico sarebbe 3h15’, ma per quello c’è ancora da lavorare molto, e non c’è abbastanza tempo, ora, per raggiungerlo. Però ne sono convinto, continuando con questi progressi, ci arriverò, prima o poi…
Bis bald!
Stefano

2 commenti:

  1. Ciao Stefano, ti auguro di riuscire a fare il tempo che speri di fare però considera che Venezia non è il posto ideale per fare il tempo. Altri maratoneti mi hanno detto che diventa molto dura nel finale facendo la serie di ponti, non te lo dico per scoraggiarti ma solo per esserne consapevole, cmq Steu dagliene solo!!!!!!!

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  2. Un grosso in bocca al lupo, da come ti ho visto a Torino puoi agilmente migliorare, anche se i ponti sul finale tagliano le gambe...il prezzo da pagare per correre in una città unica. Vai Stefano!!!!!!

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