domenica 5 luglio 2015

Bücher: La salita del Cervino

"Ci sono stati momenti di felicità troppo intensi per poterli descrivere a parole, e ci sono stati affanni su cui non ho osato insistere; ed è con queste immagini davanti agli occhi che dico: salite le montagne, se volete, ma ricordate che il coraggio e la forza non sono nulla senza la prudenza, e che la trascuratezza di un attimo può distruggere la felicità di una vita. Non abbiate fretta. Prestate attenzione a ogni vostro passo. E, fin dall'inizio, tenete a mente quale potrebbe essere la conclusione."
Edward Whymper, La salita del Cervino


Le parole che chiudono La salita del Cervino di Edward Whymper sono chiaramente un monito per tutti coloro che vanno in montagna e riflettono tutta l'amarezza che l'autore, il primo conquistatore del Cervino, ha dovuto subire per tutta la sua vita. La salita del Cervino è il racconto del lungo percorso che ha portato Whymper (e tutta una serie di personaggi) a scrivere una delle pagine più famose dell'alpinismo - se non forse la più famosa: la prima scalata a quella piramide di pietra alta 4478 metri, il Cervino. Come molti sapranno, la sua prima ascensione finì in tragedia durante la discesa, con la morte di quattro dei sette componenti della cordata. Whymper sopravviverà, racconterà ai posteri l'avvenuto e morirà con grandi sensi di colpa, nonostante non fosse il responsabile della disgrazia.
La salita del Cervino è un eccellente titolo da vendita ma non è il più "corretto" per quest'opera. Il titolo originale, l'inglese Scrambles amongst the Alps in the Years 1860-69, è sicuramente più efficace per rappresentare al meglio il contenuto di questo libro. Una grande opera, che racconta innanzitutto l'epopea dell'alpinismo, nelle tecniche, nei materiali e negli strumenti prima, e nelle prime coraggiose ascensioni alle vette alpine dopo. La mia critica al titolo deriva proprio da questo: del Cervino si parla (forse) per appena una metà del volume. Il resto è dedicato alle prime ascensioni ad altre vette, come alla Punta Whymper delle Grandes Jorasses, all'Aiguille Verte o all'Aiguilles de Trélatête. Per questo motivo ritengo che il titolo originale fosse di gran lunga il più indicato.
Ma ciò non toglie nulla al valore storico di quest'opera, un cimelio della letteratura di montagna, scritto da un monumento delle Alpi e legato indissolubilmente alla montagna che più suscita desiderio, il Cervino. Un libro la cui lettura (da parte mia) non poteva che essere completata proprio pochi giorni prima del centocinquantesimo anniversario della prima salita alla Gran Becca. Una lettura fluente (dimenticate i termini desueti de Il Monte Cervino di Rey), appassionata, avvincente. Come tutte le grandi storie delle Alpi.
Bis bald!
Stefano

Giudizio: 8/10 

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