mercoledì 1 novembre 2017

Storie napoletane vol.4

"L'imperatore Tiberio governava da Capri quel mondo antico di cui il Mediterraneo era il «centro», libero di realizzare qualsiasi capriccio della sua immaginazione. Aveva la certezza fisica di essere il vero padrone di tutto ciò su cui il suo sguardo poteva spaziare."
Richard Newbury

Capri e i suoi Faraglioni, what else? 

martedì 31 ottobre 2017

Storie napoletane vol.3

"La bellezza di Napoli cresce di giorno in giorno, di settimana in settimana, via via che scopre i suoi segreti. Finché si giunge a intendere che veramente è questo il più bel golfo della terra."
Guido Piovene

Napoli e il suo golfo dalla Certosa di San Martino

lunedì 30 ottobre 2017

Storie napoletane vol.2

"Un proverbio italiano dice: – Vedi Napoli e poi muori!, ma io dico: – Vedi Napoli e vivi – perché c'è molto qui degno di essere vissuto."
Arthur John Strutt

Un angolo di Piazza del Plebiscito

domenica 29 ottobre 2017

Storie napoletane vol.1

"Napoli adagiata sul golfo è stupenda, ci si chiede se anche questa bellezza non faccia parte della maledizione della città, non faccia parte del prezzo spaventoso che paga per esistere."
Giorgio Bocca

Vista notturna di Napoli da Corso Vittorio Emanuele

mercoledì 25 ottobre 2017

Strade faticose

"Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell'azione stessa, vi scorre dentro."
Haruki Murakami, L'arte di correre

La maratona è come un puzzle

Non sempre gira tutto bene, o come si vorrebbe. Ogni maratona è storia fine a sé stessa. Ma tutte sono accomunate dal sacrificio e dalla fatica, la cui ricerca è quasi il senso stesso di mesi di allenamento e sudore, la cui ricerca è la medaglia del finisher, la cui ricerca vale quanto una vittoria a braccia alzate.

domenica 22 ottobre 2017

La decima da pagare - 3:44:16 a Venezia!

Sapevo di non essere in grossa forma, considerati gli ultimi due mesi in cui è successo molto - di tutto, di più - ma speravo in qualcosa di più. Le gambe lontane sono state - e su questo invece non avevo dubbi - lontane parenti di quelle brillanti ed esplosive di sei mesi fa a Roma. Ho dovuto gestirle dall'inizio alla fine per evitare di arrivare a Venezia camminando. Ho sempre corso, non mi sono mai fermato, non ho mai gettato la spugna, arrivando sulla linea del traguardo esausto. Condizione nella quale è giusto ritrovarsi alla fine di una competizione in cui si dà tutto nel giro di tre (quasi quattro, oggi) ore.
Lontano dalla migliore condizione, lontano dai tempi che ero solito correre, ma ugualmente felice. Felice di esserci, felice di essermi emozionato correndo a Venezia. La terza volta, ma è come se fosse la prima. Un privilegio, correre qui, un'esperienza che auguro a tutti nella vita. E poi, questa è la decima volta sul traguardo di una maratona. Un traguardo nel traguardo, un'enorme soddisfazione che solo cinque anni fa, quando stavo allenandomi per la mia prima maratona, non potevo proprio pronosticare. E invece eccone dieci. Torino, Barcellona, Venezia, Torino, Venezia, Amburgo, Firenze, Berlino, Roma, Venezia.
Ora riposo, reset fisico e mentale (necessario), una lunga pausa e poi si vedrà. Dopo dieci maratone, un piccolo ciclo si è chiuso. Qualcosa cambierà, ma se ne riparlerà nel 2018.

Passaggio in Piazza San Marco, chilometro 41

Bis bald!
Stefano

Adrenalina vol.6

Please don't be long, please don't you be very long
Please don't be long, or I may be asleep
The Beatles, Blue jay way

-2 ore alla Venice Marathon


mercoledì 4 ottobre 2017

Con gioia immensa

A questa musica che non ha orecchi,
a questi libri senza parole
benvenuto raggio di sole,
avrai matite per giocare
e un bicchiere per bere forte,
e un bicchiere per bere piano
un sorriso per difenderti
e un passaporto per andare via lontano
Francesco De Gregori, Raggio di sole


I maratoneti, certe notizie, le annunciano con queste foto. Con gioia immensa.
Stefano

venerdì 8 settembre 2017

Alla conquista della decima: una "mezza" a punto

Proprio come tre anni fa, per arrivare a Venezia passerò da Monza. La mezza maratona che correrò in preparazione della Venice Marathon sarà proprio la Mezza di Monza, che giunge domenica alla sua edizione numero 14. Monza è una scelta che va oltre il semplice aspetto podistico - perché nel calendario non è inserita nel momento migliore, se si vuole preparare una maratona nella seconda metà di ottobre. No, Monza è la scelta di un evento organizzato in modo eccellente e in una cornice che è tutto fuorché banale: il Parco di Monza, un enorme polmone verde nel quale è disegnato il cuore del percorso della competizione, e l'Autodromo Nazionale, ossia dove prende il via e dove si conclude la mezza maratona (e le altre distanze sulle quali si può competere, 30, 10 e 5 chilometri).

Atleti in azione nell'Autodromo Nazionale di Monzac (fonte: gloryofedzell.blogspot.com)

Come spesso accade quando mi ritrovo ad inizio preparazione, non posso pensare di ambire a realizzare un bel tempo alla Mezza di Monza - nonostante la sorpresa sia sempre dietro l'angolo, come è successo a Francoforte. Le ultime uscite sono state piuttosto lente e rimanere sotto 1h35' sarebbe già un buon risultato. Se arrivasse un tempo intorno a 1h33' potrei quasi dire che sarebbe una eccellente prestazione. Questa mezza maratona mi darà qualche indicazione, ma lo scopo è quello di mettere chilometri nelle gambe, ritrovare il feeling con le competizioni, lavorare sul ritmo di gara. Nella prima fase di allenamento verso la migliore condizione atletica in vista di una maratona, le performance sono tutt'altro che brillanti. Quello che succede, per usare un gergo automobilistico - dato che si parla di Monza - è un po' come premere sull'acceleratore ma senza riuscire ad andare più forte: nonostante tutto l'impegno profuso, non c'è verso di essere più veloci. Bisogna pazientare, e il lavoro costante saprà dare i suoi frutti: a pensarci bene, anche Venezia non fu costruita in un giorno. In un giorno di mezza maratona, invece, in quei novanta minuti di corsa, penserò a dare il massimo e soprattutto a divertirmi. No run, no fun!
Bis bald!
Stefano

P.s.: Monza non è una scelta puramente podistica ma è anche una scelta di cuore, non lo nego, perché le origini di mia moglie sono anche monzesi...

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