lunedì 30 luglio 2012

Una settimana dopo...


Ciao a tutti,
dopo qualche giorno di pausa rieccomi qui a scrivere qualcosa sul mio blog. Proprio di questo volevo parlarvi, di questa idea…
Innanzitutto devo ringraziare Federico, che mi aveva suggerito quest’idea quando proposi a lui di venire con me a percorrere l’Alta Via. Idea che ritenni subito molto carina ed originale, e che ho subito tenuto in considerazione una volta che era “ufficiale” la mia partenza per la Valle d’Aosta.

...contemplazione del Monte Rosa, versante Lyskamm (dal Rifugio Alpenzù Grande)


I commenti che ho ricevuto sono stati tanti e variegati, ma sempre tutti positivi. Ad esempio, tanto per citare qualche parola di chi mi ha seguito, non pensavo di poter far appassionare ai miei racconti persone a cui la montagna non ha mai importato molto, non pensavo di essere un soggetto da “social”, non pensavo di essere un grande scrittore, non pensavo di far appassionare persone a quest’avventura quasi come se fosse un serial tv, non pensavo di inviare via internet cose non digitalizzabili come i profumi e i suoni della Valle d’Aosta, non pensavo di poter trasmettere gioia scrivendo ciò che provavo lungo un cammino di due settimane (che sono infine sensazioni mie, difficili da far capire a chi non ha vissuto quest’esperienza). Pensavo invece che sarebbe stato carino per condividere con voi gli scenari dell’Alta Via, pensavo sarebbe stato utile per sapere se ero vivo o no...
Sempre per rimanere in tema blog, una cosa è sicura: l’esperienza con A spasso tra i Giganti non finirà qui. Un’altra avventura sta per cominciare, ma a quella dedicherò uno specifico post nei prossimi giorni. Indipendentemente dai miei progetti a breve termine, l’idea di proseguire a spartire con voi emozioni “in alta quota” c’è e voglio perseguirla. Con foto dai miei viaggi in montagna, con sensazioni, frasi, e con tutto ciò che mi passerà per la testa (relativamente alla montagna, si intende!).


Stambecco al Col di Nana

L'effetto dell'Alta Via è stato qualcosa di veramente inaspettato per me: mi sono accorto di aver risolto al termine del percorso una marea di piccole problematiche interiori (camminando! incredibile...) ma la cosa per me più sconvolgente è avvenuta al rientro in ufficio: nonostante sia ritornato con una mole maggiore di lavoro, sono veramente più sereno, più allegro; la scontrosità che mi ha accompagnato sul posto di lavoro durante tutto il 2012 è sparita del tutto! La montagna ha avuto un effetto... terapeutico. Non a caso, ho fatto notare al mio superiore che queste due settimane di ferie sono state per lui e di conseguenza per tutto il team un ottimo investimento (a medio termine, ovviamente, non posso permettermi di assentarmi ogni momento per andare in montagna...)

L'ultima salita!

Avevo promesso, durante la settimana che sta per volgere al termine, che avrei voluto ringraziare tutti quanti per il sostegno fornitomi durante l’Alta Via. Ho tante persone da ringraziare, perché un cammino come il mio, anche se fatto in solitaria, non è qualcosa di personale al 100%. È frutto si, della mia passione, della mia tenacia, delle mie gambe e dei miei polmoni, ma soprattutto di tante persone che mi hanno aiutato e sostenuto prima e durante quest’avventura. Senza di queste tutto avrebbe potuto, anzi, sarebbe stato, molto più difficile.
A partire da chi, in due settimane, mi ha dato ospitalità e compagnia nelle strutture ricettive in cui ho trascorso le mie quattordici notti valdostane, quindi ai team del B&B L’Etoile du Berger (Lillianes), del Rifugio Agostino e Delfo Coda (Pollone -BI-), del Dortoir La Gruba (Gaby), del Rifugio Alfredo Rivetti (Andorno Micca -BI-), dell’Affittacamere Genzianella (Gressoney-Saint-Jean), del Rifugio Guide di Frachey (Ayas-Champoluc), del Rifugio GrandTournalin (Ayas-Champoluc), del Rifugio Barmasse (Valtournanche), del Rifugio Oratorio diCuney (Nus), dell’Hotel Valentino (Bionaz), dell’Hotel Mont Gelè (Ollomont), dell’Hotel Des Alpes (Saint-Rhémy-en-Bosses), del Rifugio Walter Bonatti (Courmayeur); e dei vari uffici del turismo valdostani che mi hanno fornito splendida assistenza.
Voglio continuare con i ringraziamenti a partire dalla mia famiglia che, nonostante in diversi frangenti abbia aspramente criticato la mia scelta di percorrere l’Alta Via, so che mi è stata vicina con il pensiero, in ogni secondo di cammino… e con i miei zii e cugini/e che mi hanno costantemente seguito e sostenuto via web!
Per arrivare ai miei carissimi amici che con ogni mezzo disponibile, via voce, via sms, via mail o via blog sono stati vicini ai miei passi… Alberto, Davide, Elisa, Ludovica, Marcella, Rosanna e Viviana (che hanno commentato sul blog, un grazie speciale!) ma anche Andrea, Andrea, Claudio, Cristina, Daniele, Dario, Erika, Fabio, Fabio, Filippo, Francesco, Gabriele, Marcello, Maria Ladda, Marta, Mattia, Silvia, Stefania, Tiziano… so che tutti voi avete pensato al sottoscritto tra i monti e di questo ve ne sarò sempre grato. Sarebbe stato assai diverso senza di voi, sicuramente (P.S.: spero di non aver omesso nessuno, se l’ho fatto… scusatemi!).

È doveroso e giusto esprimere gratitudine verso i miei colleghi, a partire dal team del mio Laboratorio Metallurgico della SKF di Airasca: Andrea, Biagio, Chiara, Cristian, Cristopher, Enrico, Giorgio, Giovanni, Ilaria e Luca, so che mi avrete "odiato" per tutti i problemi che la mia assenza può aver creato ma avete fatto un gran lavoro e, anche se so che mi avrete invidiato mentre ero tra i monti mentre voi ruscavate, sono sicuro mi avrete pensato tanto! Non riesco a citare tutti i colleghi mi hanno dato sostegno prima e durante le due settimane valdostane, la lista sarebbe lunghissima, ma tengo a ringraziare Andrea, Fabricio, Federico, Giampaolo, Giancarlo, Laura, Marco, Monica, Natalia, Riccardo, Silvia, Stefano (per il quale mi sono caricato un peso extra…un sasso valdostano direttamente dal Malatrà!) e Stefano, i quali hanno lasciato un commento sul blog, ma ovviamente anche tutti coloro che non l'hanno fatto, ma che sicuramente mi sono stati vicini...ovviamente con il pensiero! In particolare Giusè, il quale mi ha seguito passo passo lungo questo pazzesco percorso. Grazie ancora a tutti voi...
Non l'avevo fatto prima ma era giusto farlo, devo doverosamente ringraziare il team della palestra Jump in Fit di Vigone (in particolare Edoardo!), presso la quale ho affinato alla grande la mia preparazione atletica in vista di questa avventura... spalle e gambe sono andate alla grande! ;-)
And...the last but not the least, un saluto e ringraziamento particolare per Paola e Maurizio che con le loro telefonate mi hanno sempre tenuto allegro e mi hanno fornito ulteriore energia per gli ultimi giorni di salite. Non vedo l'ora di farvi vedere le foto!

Il Cervino visto dalla Fenetre d'Ersaz

Dunque, avrei un sacco di cose e impressioni da raccontare, ma per ora mi passa questo per la testa. Io vi aspetto comunque nei giorni seguenti per qualche altra foto (ma finalmente quelle fatte dalla macchina fotografica VERA) e per le avventure alpinistiche a venire, che ci saranno eccome!... ma non anticipo nulla.
Vi aspetto su A spasso tra i Giganti!
A presto!

Stefano

mercoledì 25 luglio 2012

Hahahel

Ciao a tutti!
Rieccomi dopo una giusta pausa dal blog, utilizzata per sistemare e pulire un po' di cose (attrezzatura, zaino, vestiario), per salutare un po' di persone, amici, colleghi, familiari... dal vivo, però! Senza strumenti informatici, bensì... live!
Personalmente faccio ancora fatica a rendermi conto di tutto ciò che ho fatto in questi giorni. Ciò che capisco alla perfezione è che è stata una grandissima avventura, che mi lascerà un bagaglio di esperienza a livello umano ma anche dal punto di vista tecnico. Non solo, sono stato molto fortunato: una mattinata di pioggia su quindici giorni trascorsi in montagna è da considerarsi qualcosa di estremamente raro. Meglio così, comunque.
Se ora posso dire di aver fatto qualcosa di grande, devo ringraziare tante persone ma non solo: anche il mio angelo custode, Hahahel! No, non sto scherzando...



Ne sono venuto a conoscenza al termine dell'Alta Via, sabato mattina, quando me ne ha parlato Laura, una ragazza del simpaticissimo gruppo di escursionisti emiliani che ho conosciuto venerdì sera al Bonatti. Ogni persona ha un angelo custode, secondo la sua teoria :-D e il mio si chiama Hahahel...ed è un portento! Esso garantisce sensibilità e intuito, dona ai suoi protetti una pazienza divina (si, confermo!) e una capacità di comprendere le altrui debolezze. Nelle dispute invita alla moderazione e alla conciliazione con parole piene di ragionevolezza (si confermo!). Dona una grande acutezza intellettuale che rende probabile un successo in politica o una carriera ecclesiastica (ma della carriera ecclesiastica non me ne frega nulla, anche se sarebbe la maniera più facile per avere tutte le donne che si desiderano!).
L'angelo custode, Hahahel e le sue qualità sono una simpatica maniera per introdurre lo scopo del post, salutare e ringraziare i tredici escursionisti emiliani che ho conosciuto venerdì sera e con i quali ho trascorso piacevoli momenti in compagnia, dopo giorni di solitudine sul sentiero!


Andrea, Claudio, Daniele, Enrico, Francesco, Laura, Lorenzo, Max, Robert, Silvano, Stefano, Vittoria e il loro capogita Daniele, GRAZIE MILLE! è stato un piacere conoscervi e condividere con voi un tratto dell'Alta Via. Spero di incontrarvi presto in altre avventure alpinistiche!



PS. Le foto le ho inviate a Stefano, a cui ho lasciato il mio indirizzo mail... chiedete a lui oppure fatevi passare i miei contatti!

Ciao

Stefano

sabato 21 luglio 2012

Quindici giorni in un pomeriggio

Nel corso del lungo e complesso ritorno a casa (tanto per dare l'idea: bus Courmayeur-Aosta, treno Aosta-Torino con cambi ad Ivrea e Chivasso, treno Torino-Airasca, auto Airasca-Cercenasco) tante sensazioni affollano la mia mente.
In primis la voglia di casa, di famiglia, di amici, di piccole cose che la lontananza di due settimane e il peregrinare lungo le montagne fa tornare ad apprezzare. Servono a vedere ciò che ci circonda con occhi nettamente diversi.

I Grand Créton, visibili lungo la salita al Col di Malatrà

Poi, la gioia per aver finito questo percorso e desiderio di iniziarne altri per tornare a vivere queste emozioni. Da solo, o in compagnia, ogni condizione porta con sé pro e contro. Ciò che conta è vivere l'avventura!
E poi vedere scorrere una regione, la Valle d'Aosta (si è capito che ne sono innamorato pazzo???) dai finestrini di un treno o di un bus e, ascoltando la musica di Bruce Springsteen, condensare le immagini che gli occhi vivono in tempo reale con quelle che sempre rimarranno impresse nella mia mente, quelle di queste due settimane. Rivedere posti visti mille volte dall'auto...come il forte di Bard, il borgo di Villeneuve, il castello di Sarre e quello di Fenis...ora ha un sapore decisamente diverso. E poi, la Dora Baltea, che connette tutto: quanta acqua è passata sotto i miei piedi mentre attraversavo le valli della sinistra orografica valdostana, e ora così tutta di colpo me la trovo in questo fiume. Alla luce di quanto ho vissuto beh...non so come spiegarvi cosa sto provando...
A presto!
Stefano

Dedicato a...

In viaggio verso Aosta via bus, non posso fare a meno di pubblicare questo post... con una immagine importante: la raccolta dei timbri di ogni posto tappa, la quale attesta la percorrenza dell'Alta Via n.1.
Concedetemi questo sfogo...l'immagine è dedicata a tutti quei pezzi di merda (o meglio, dovrei parlare al singolare) che pensavano che io in Valle d'Aosta non ci avevo neanche messo piede, rimanendo a casa. Se questo qualcuno aveva dei dubbi, osservi per bene la foto e se ne vada gentilmente a quel paese!

I timbri che dimostrano il completamento dell'Alta Via
A presto!
Stefano

È FINITA!!!

L'Alta Via dei Giganti è stata conclusa!!! Alle 12 sono entrato a Courmayeur e ho finalmente realizzato questo piccolo, grande, sicuramente faticoso ma colmo di soddisfazioni, SOGNO!
Non sto capendo ancora molto, sinceramente. Avrei un sacco di cose da dire ma sembra che il mio vocabolario si sia improvvisamente ristretto! Per ora... non posso che dire...GRAZIE A TUTTI per il sostegno che mi avete dato in queste due settimane per me indimenticabili!

Courmayeur è raggiunta!
A presto!
Stefano

La terra promessa

La vedo... Courmayeur...
Ancora un'ora di cammino e siamo arrivati!
Ps. Avevo promesso due post omaggio...arriveranno! L'alcol piacevolmente consumato al Bonatti con un gruppo di tredici escursionisti emiliani ha "ritardato" le operazioni!

Courmayeur in vista...

A presto!
Stefano

4810.45 metri

L'avevo promesso venerdì...ma la compagnia era troppo bella per attaccarmi al cellulare; l'avevo promesso sabato...ma ero troppo eccitato per parlarne con lucidità; domenica: amici, famiglia e riposo; lunedì, ci sarebbe stato tempo ma il lavoro incombeva e si rendeva necessaria sistemazione di attrezzatura nonché una bella pulizia dello zaino. Ma oggi ce l'abbiamo fatta!
Non poteva infatti mancare l'ultimo Quattromila: dopo Rosa, Cervino e Grand Combin, siamo dunque giunti all'ultimo Gigante, il più gigante, il Monte Bianco!

Il Monte Bianco visto dal Mont Fortin, in Val Veny. Foto di archivio, 25 giugno 2011
La montagna (o meglio, il complesso di vette) più alta d'Europa ha sempre esercitato un certo fascino... Specie se si pensa alla data della prima ascensione: 1786, i francesi Balmat e Paccard.
Ma è ed è stato anche un motivo di orgoglio per i stati per il quale esso rappresenta lo spartiacque, Italia e Francia. Che se lo sono più volte conteso geograficamente, e che l'hanno bucato, in occasione della realizzazione del traforo autostradale (visto dall'Alta Via, uno scempio).

Il Monte Bianco nel tramonto invernale dal Rifugio Bonatti. Foto di archivio, 27 dicembre 2011
È una delle vette che più sono frequentate in Europa, anche grazie ai numerosi rifugi presenti sulle sue pendici e valli ad esso collegate. L'elevato numero di escursionisti (per il Tour du Mont Blanc) e di alpinisti (pressoché infinita la scelta di ascensioni realizzabili nell'area) stranieri lo dimostra...infatti, non è un caso che l'unico rifugio pieno che ho incontrato lungo l'Alta Via, il Bonatti, si trovi proprio di fronte ad esso.
Inutile parlarne ancora, troppe cose ci sarebbero da dire e troppe cose tralascerei. Il mio consiglio è di vivere queste cime, di scoprirle e di goderle appieno, il Bianco non tradisce mai (almeno da questo punto di vista).

Il Monte Bianco visto dal Col de Vessonaz: è la decima tappa dell'Alta Via...
A presto,
Stefano

venerdì 20 luglio 2012

Rifugio Walter Bonatti, -1!

"Bene, l'abbiamo sistemato il bastardo!"...così disse Edmund Hillary a Tenzing Norgay il 29 maggio 1953, dopo aver scalato, per la prima volta nella storia, l'Everest.
Alle 11.38 ho salito il Col di Malatrà, il mio bastardo di giornata. Certo, il Malatrà non è l'Everest e io non sono Hillary, ma nel mio piccolo posso dire che quest'ultima salita, tosta perchè lunga ma non impossibile, mette in pratica la parola fine sull'Alta Via dei Giganti. La discesa dal Malatrà fino al Bonatti è stata dolce...dolcissima! E lungo le due ore di discesa avevo finalmente la consapevolezza di avere portato a termine un percorso pazzesco!

Il cartello parla chiaro: l'ultima salita dell'Alta Via è stata conquistata!
Che roba... Gressoney, Ayas, Valtournanche, Saint-Barthelemy, Valpelline, Ollomont, Gran San Bernardo e infine Val Ferret. Ora capisco cosa ho fatto, quanto sia stato impegnativo (anche se ora mi sento più energie che dopo il primo giorno...) e comprendo anche le facce incredule di molte persone che nei rifugi, negli alberghi, nei negozi, mi chiedevano cosa facessi e io rispondevo "L'Alta Via!". E loro: "Ma tutta?" e io: "Si, tutta!"

Il macereto sul quale corre lo stretto sentiero per il Col de Malatrà
Questa avventura si chiude veramente alla grande, con l'ultima notte sul percorso al Rifugio Walter Bonatti, per me un santuario della montagna. È la terza volta per me qui, e spero sia l'ennesima di una lunga serie, perchè la location e l'atmosfera del rifugio sono unici. Pazzesco il panorama che si gode da qui, unico, il più bello, per me.
Ora c'è da riposare per poter chiudere in bellezza domani. Le previsioni meteo non sono buone; peccato, l'ultima tappa è magnifica a livello scenografico, ma, dopo 14 giorni di bel tempo (solo una mattina di pioggia!) chissene! Il Monte Bianco l'ho già visto tante volte e l'unica cosa che conta è raggiungere Courmayeur per l'ultimo timbro. Poi, sarà tutto finito.

L'ultimo gigante dell'Alta Via, il Monte Bianco
Tornerò a casa con un po' d'amarezza, come quando si chiude un ciclo, ma con la gioia di aver fatto una cosa immensa; tornerò con la consapevolezza di essere una persona estremamente fortunata perchè non tutti avrebbero potuto sostenere fisicamente ed economicamente questo viaggio; tornerò infine con tanto desiderio di poter riabbracciare la famiglia, gli amici e i colleghi. Perchè le montagne mi hanno circondato, anzi avvolto, in questi giorni ma chi mi vuol bene ha un cuore e non è fatto di roccia e ghiaccio!
A presto per gli ultimi due post "omaggio"...
Stefano

giovedì 19 luglio 2012

Valle d'Aosta non è solo montagna...

...ma anche cultura! Le chiese, le fortificazioni e i castelli, i monumenti dell'epoca romana, i sapori enogastronomici, i borghi...

Uno dei più belli borghi valdostani, Saint-Rhémy-en-Bosses
Come quello di Saint-Rhémy-en-Bosses, in foto, sicuramente uno dei più caratteristici della regione.
Dedico il post ad una persona speciale che ama la cultura, l'arte, e giorno dopo giorno la trasmette con passione alle persone a cui vuole bene...grazie Giusè!
A presto,
Stefano

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