sabato 17 novembre 2012

Quattordici ore alla partenza, la tensione sale

L'orologio che mi ha accompagnato in Valle d'Aosta e durante tutti gli allenamenti. L'aderente maglia bianca che domani avvolgerà il mio corpo. La nuovissima maglia gialloblu che mi renderà riconoscibile ai tifosi. Il pettorale numero 1267 che mi accompagnerà per 42 chilometri e le annesse spille per ancorarlo alla canotta. Il chip che sulla scarpa misurerà il tempo della mia prima maratona. La bottiglietta con il preparato self-service di acqua, sali e zuccheri da consumare pochi attimi prima della corsa. I pantaloni che scalderanno le pendolanti cosce. Il polsino per asciugare la sudata fronte.

Tutto è pronto...
Tutto è sul letto. Guardo le scarpe che mi hanno accompagnato per 1400 km di allenamenti e gare, le care Adidas Supernova, alle quali sono affezionatissimo, e che infilerò per l'ultima volta domattina, quasi come a voler dire che si chiude un ciclo. Immobile, osservo tutto questo, come in contemplazione. Fra quattordici ore si comincia, il rituale inizia. Tre ore dopo, scatta l'ora X. Il momento tanto atteso in mesi, ma che dico, più di un anno, di allenamenti, è vicino. Il cervello vaga...
Ripenso al percorso. Piazza San Carlo-Via Roma-Piazza Castello-Via Po-Piazza Vittorio Veneto-Lungo Po Cadorna-Corso-Cairoli-Corso Vittorio Emanuele-Corso Massimo d'Azeglio-Corso Unità d'Italia...strade più volete calcate a piedi. E in auto. Calcarle durante LA maratona...che brivido che corre lungo la schiena. Moncalieri, Nichelino. La zona grigia. Passaggio a Stupinigi, dove amici e colleghi mi potranno vedere. La strada percorsa per otto anni in pullman: Corso Unione Sovietica. Ne conosco ogni centimetro, ogni incrocio non ha segreti per me. Poi su fino a Grugliasco. Il punto più temuto da me, Corso Francia e il suo cavalcavia.  E dopo il passaggio di fronte al Palagiustizia inizia il ghirigori finale tra i corsi di Torino fino ad entrare in Via Sacchi. E lì...darò tutto!!!
Il cuore batte più forte. Davanti al pc, mentre scrivo, le gambe si muovono nervose. Tutto è focalizzato a domani. Mi rendo conto che sto scrivendo un sacco di parole messe alla boia di un giuda. Come si fa a stare calmi ora? Spero che sia la pasta, ora, a provvedere a tenermi tranquillo.

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