sabato 11 agosto 2012

21 km di Civetta...

(Post scritto il 10/08/2011, h 22.16)
...tanto è stato lungo camminare intorno a questo monte.
Buonasera a tutti quanti, questa è purtroppo l'ultima sera in Dolomiti, l'ultima sera in questo tempio della montagna che è il Civetta, l'ultima sera in questa casa degli alpinisti che è il Rifugio Sonino al Coldai.
So che però è un inizio: in questi sei giorni ho avuto modo di conoscere persone fantastiche, e umanamente bellissime, appassionate di montagna, dalle quali ho sentito belle storie di montagna vissuta, ho imparato moltissimo...e inoltre mi hanno trasmesso il desiderio di provare ad arrampicare, cominciando dalle vie ferrate!
Ma purtroppo è anche una fine: sei giorni così sono difficili da ripetere, per bellezza alpinistica, per condizioni climatiche e come si potrebbe già intuire, per la piacevolissima compagnia. E mi dispiace dirvi che mi è venuto un pizzico di commozione quando abbiamo consumato in allegria l'ultima cena insieme (...), quando ho visto l'ultima sfida a carte, tra Laura e Davide, quando Silvia mi ha fatto leggere i suoi momenti più belli della settimana dalla sua agenda, anche quando si ride dei rumori notturni molesti in camerata! Cari compagni di escursione, se potrò cercherò di ringraziarvi uno ad uno...
Il giorno più bello per il percorso più bello, questo è stato oggi! Il vento ha portato via le nubi e la mattinata è stata limpida come mai prima in questa settimana. Le intere Dolomiti si stagliavano dinanzi ai miei occhi! Ma il Civetta non era da meno. Questo roccioso massiccio ha un potere e un fascino spaventoso, ti conquista con la prepotenza delle sue torri e ti rapisce con la vertigine delle sue pareti. E quando qualche nube prima, e un pizzico di nebbia dopo, hanno fatto capolino, la magia del Civetta era completa!
Descrizioni personali di stampo poetico a parte, il Trans-Civetta è stata un'esperienza magnifica, 21 km di percorsi tra roccia, prati, ghiaia, iniziati con sole e vento e terminati con nebbia e pioggia. Ma in qualsiasi condizione sia visibile, questa montagna sa dare tanto. E togliere tante energie, anche: il dislivello finale in ascesa raggiunge quasi i 2 km. Ma la compagnia, durante l'escursione, di Valeria, Eleonora, Graziano e Paolo ha bypassato la pur notevole fatica creatasi tra una salita tosta, un ghiaione verticale e insidiosi passaggi attrezzati.
Rimarranno sempre nel cuore i riflessi del lago Coldai con la luce della prima mattina, la Torre Venezia che sembra tagliare la nebbia come una daga, il paradiso del rifugio Vazzoler, la meravigliosa desolazione del Van delle Sasse, la paradossale forma della Torre Trieste...e molto altro ancora! Che è dura da descrivere con parole o immagini.
A proposito di immagini, ve ne regalo due...l'incredibile panorama visibile dal rifugio Coldai stamattina, e l'incredibile Torre Trieste!
Buonanotte a tutti,
A domani!
Stefano


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