martedì 5 gennaio 2016

Arrivederci, valle

Le vacanze di Natale stancano. Due viaggi da dieci ore l'uno, andata e ritorno con arrivi nella notte. Pranzo di Natale in quota, cena saltata, incontra i parenti. Gita con gli amici di sempre. Spesa "tricolore" da portare in Germania. Questioni burocratiche da risolvere. Pranzo a cui "non posso dire di no". Organizza il viaggio di nozze. Insomma, sono state vacanze intense. Ma ad una cosa per nulla al mondo avrei rinunciato: a godermi un po' di Valle d'Aosta.

Dal Teatro romano di Aosta, vista sul Grand Combin
L'abbiamo raggiunta nella notte di Natale, dal tunnel del Gran San Bernardo. Superata una galleria che lasciava di stucco per quanto fosse vuota, ci siamo precipitati in picchiata verso Aosta, superando paesi meravigliosi come Saint-Rhémy-en-Bosses, Etroubles e Saint-Oyen. Il capoluogo lo sfioriamo soltanto, perché la meta è la "solita" Valtournenche, dove Giulia (e in parte anch'io) trascorrerà queste vacanze natalizie, all'insegna di temperature eccezionalmente miti e di un paesaggio che sembra uscito dal mese di ottobre. Zero neve, fatta eccezione per qualche pista.
Questo pazzo dicembre ha però qualche vantaggio: le temperature elevate consentono di restare a quote superiori a duemila metri quasi in maniche corte. E noi ci godiamo un pranzo di Natale valdostano coperti da una sola felpa, al sole e di fronte ad una tavola imbandita con tutto ciò che di meglio può offrire la cucina valdostana. Ma la montagna, per me, normalmente esula dai soli momenti di convivio.

Il Monte Bianco dal Rifugio Bertone

Ed è per questo che il giorno antecedente San Silvestro ho voluto vivere qualche ora tra i monti alla mia maniera. Bastoni in mano e gambe in forma sono state sufficienti per salire al Rifugio Bertone (vedi post) da Courmayeur in meno di un'ora. Per restare qualche minuto in contemplazione, sui sentieri delle Alte Vie valdostane, ai piedi del Monte Bianco. La Valle d'Aosta nelle vacanze di Natale si conferma meta ambita e lo dimostra la folla presente al Bertone, attirata dai bei panorami del Bianco per l'impossibilità di sciare.
Il rifugio è eccezionalmente aperto, dunque ne approfitto per sedermi su una panca, con vista sulle cime più alte d'Europa e in lontananza sulla Val Veny, e un thè caldo. Nient'altro da chiedere.

Aria di Natale in Piazza Chanoux ad Aosta

Poi c'è la gita tradizionale ad Aosta. Come al solito, il percorso è Piazza della Repubblica-Via Aubert-Via de Tillier-Piazza Chanoux-Via Porta Pretoria-Via Sant'Anselmo-Piazza Arco d'Augusto, un itinerario lineare che percorrerei su e giù all'infinito. Qui trovo una delle mie librerie preferite - dove mi fermo sempre e dove sempre trovo qualche libro interessante - la mia bottiglieria di fiducia, tanti negozi dai souvenir originali, macellerie e gastronomie dai profumi divini, negozi specializzati in articoli per la montagna. Quando penso al centro di Aosta mi convinco che non sarebbe affatto male venire a vivere qui (traffico escluso, si intende).
Immancabile, una gita ai mercatini allestiti nell'area dell'antico Teatro romano, anche quest'anno illuminato con effetti violacei. Paragonati a ciò che si può visitare in Germania, questi mercatini natalizi non sono nulla di che. Valutati nel loro piccolo, in questa cornice, e con qualche bancarella in più, devo ammettere che non sono poi così male.

Pieno di Valle d'Aosta prima di ripartire...

Dunque il Capodanno in Valtournenche. L'assenza di neve si fa sentire a più livelli, l'odore dell'aria e il clima di festa non sono gli stessi. Ma un'ora di passeggiata con Giulia per le vie di Chaloz, Cretaz e Paquier non me la nego mai. Ripenso all'Alta Via, alla nostra relazione, alla pace della montagna. Anche al Cervino, non puoi non farlo quando nella Piazza delle Guide, tra la chiesa e il municipio, mi ritrovo di fronte alle effigi delle grandi guide della Valtournenche che hanno scritto grandi pagine di storia dell'alpinismo.
Il primo dell'anno è già ora di rimettersi in viaggio verso la Germania. Si ripassa dal Gran San Bernardo, stavolta illuminato dalla luce intensa del mezzogiorno, anche senza neve è un'altra storia. Prima di superare il confine per l'ennesima volta, ci facciamo il pieno di Vallée: l'ultima area di servizio prima di intraprendere il tunnel è un vero e proprio inno alla regione, con un bar e ristorante che offrono il meglio della tradizione gastronomica valdostana. Panino allo jambon de Bosses e poi via, si riparte per altre settimane tedesche. Fino al prossimo ritorno.
Bis bald!
Stefano

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