mercoledì 25 settembre 2013

Maiali ovunque

Ciao a tutti!
A pochi metri dall'appartamento presso la Roßmarkt, in cui sto alloggiando (temporaneamente) si trova un centro commerciale, la Galeria Kaufhof, tradotta letteralmente “la fattoria dell’acquisto”. Domenica scorsa, durante il primo giorno trascorso interamente qui a Schweinfurt, mi sono imbattuto in qualcosa di veramente curioso di fronte all'ingresso del suddetto centro commerciale: due statue raffiguranti altrettanti maiali variopinti. Subito ho pensato “mah, che roba trash”. Trascorrendo un po’ di giorni qui a Schweinfurt ne ho individuati altri, alla Stadtgalerie e alla Hundertwasser. Ho quindi scoperto che ve ne erano altri sparsi qua e là lungo le vie della città. Un po' simili tra loro ma tutti diversi.

"Wünsch Dir was!", il maiale in ceramica di fronte alla Stadtgalerie
  
I maiali disseminati in vari punti della città non sono lì per caso. Il perché è connesso all'origine del nome della città. Schweinfurt, il nome attuale della città che nel 740 d.C. era conosciuta come Villa Suinfurde, vuol dire letteralmente “guado dei maiali”, o “guado dei cinghiali”, lasciando intendere che si tratta di maiali selvatici. Nonostante ciò, gli storici sostengono che il nome Schweinfurt non sia dovuto al fatto che i cinghiali, o maiali che dir si voglia, qui attraversavano il Meno (supponendo che qui fosse meno profondo). La reale origine sarebbe da ricercare nella popolazione sveva (Sueben, in tedesco Schwaben) che passò proprio di qui durante il viaggio dalla terra d’origine, nel nord-est della Germania fino all’attuale Svevia.

Eccoli, i maiali di Schweinfurt!

Altri collegano il nome alla presenza di zone paludose nei pressi del Meno: zwin- e swin- sono infatti prefissi (di matrice rispettivamente olandese ed inglese) che indicano la presenza di molti canali, torrenti, o più semplicemente, aree ricche d’acqua. In effetti, è una teoria plausibile: durante i miei allenamenti in riva al Meno ho incontrato molte aree paludose ai margini del fiume e le mappe della città evidenziano molte diramazioni laterali del fiume.
Ciononostante, è convinzione comune degli abitanti di Schweinfurt credere alla storia dei maiali che attraversano il fiume. E in fondo, anche la mia. Wikipedia docet: il nome latino della città, Porcivadum, non lascia molto spazio all’immaginazione.

"WarenHaussschwein" e "Pig City", i maiali all'ingresso della Galeria Kaufhof

Ed è così che nel 2005 venne creato un comitato per una BigArtAction, la cosiddetta “Schweinfurt hat Schwein”, letteralmente “Schweinfurt ha maiali”. Che consistette appunto in una mostra, lungo le vie del centro, di ottanta maiali in ceramica, tutti dai colori sgargianti e con nomi più o meno originali: c’è Flaggi, il maiale coperto di bandiere; c’è Steuerix, il maiale con le sembianze di Obelix; c’è pure Albert Schweinstein, creato a immagine e somiglianza di Einstein; e non dimenticherei Der Bayer, il maiale vestito a rombi bianchi e azzurri, ricalcando la bandiera bavarese.

Altri maiali in ceramica di fronte alla Hundertwasser

Maiali in strada, ma non solo. Il piatto tipico di Schweinfurt è il cosiddetto Schweinfurter “Schlachtschüssel”. Le origini di questa usanza culinaria risalgono al 1840: la pietanza consiste in carne di maiale tagliata a pezzi (servita direttamente sulla superficie in legno delle tavole, se ho ben capito dalle brochure di Schweinfurt), che ben si accompagna al rinomato vino della Bassa Franconia.
Arriverà il momento di godere di questa specialità, sicuramente. Probabilmente, dopo la maratona: prima, è necessario mantenere la linea evitando di abbondare in cibi grassi e in alcolici. Per il momento, mi dovrò accontentare di vederli a bordo strada, i maiali…
Bis bald!
Stefano

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