mercoledì 9 luglio 2014

Albergian, quando la bellezza fa rima con nebbia

Ciao a tutti!
La salita ai laghi dell'Albergian avviene in una domenica di luglio caratterizzata dalla costante presenza di tempo instabile. Nuvole, squarci di sereno, e tanta tanta tanta nebbia, lungo una salita che da Laux, piccola e pittoresca frazione di Usseaux, sale verso questi laghetti che prendono il nome dall'omonimo monte. Stavolta invisibile ai propri occhi.

Alle Bergerie dell'Albergian

Un po' di impegni domenicali mi costringono ad una levataccia e a consumare l'escursione del weekend non troppo distante da casa. La salita ai laghi dell'Albergian costituisce una meta ideale: più di un chilometro di dislivello (un buon allenamento), una location interessante e meno di un'ora di auto per raggiungere l'inizio della salita, nonostante il traffico in Val Chisone sia elevato, a causa della CorriForte, una nota gara podistica in cui gli atleti salgono di corsa i quattromila gradini del Forte di Fenestrelle (a pochi chilometri da Laux).

La strada verso Laux (con Usseaux sullo sfondo)

Un fiorito vallone dell'Albergian

La prima parte di salita scorre velocemente tra fittissimi boschi e prati in fiore: è luglio, è il mese dove la montagna splende di luce propria. Peccato per i sentieri marci... le violente piogge ad intermittenza scese sul Piemonte negli ultimi giorni hanno reso il sentiero n.314 (tra l'altro, parte della Grande Traversata Alpina) che conduce al Colle dell'Albergian, un vero e proprio acquitrino. In più, a fare la loro parte, ci pensa il calpestio del bestiame sparso lungo le praterie del Vallone dell'Albergian a ridurre un sentiero in pantano. Quanto al paesaggio, c'è ben poco da dire. Boschi in cui il verde degli alberi non risalta a dovere, in quanto la luce che servirebbe è coperta da questa umida nebbia.



Nebbia a gl'irti colli

La musica cambia nel momento in cui si esce dal bosco e si inizia a camminare solamente più tra praterie e pietraie. La visuale è ovviamente più ampia e la nebbia diventa magia. Solo la nebbia è in grado di modellare a suo piacere le forme, a rendere ciò che i millenni o la storia dell'uomo hanno scolpito in questa terra. Come un illusionista che decide cosa far sparire, quando e come. A partire dalle (abbandonate?) Bergerie dell'Albergian, bell'esempio di una vita rurale che pare ogni anno di più scomparire dalle nostre montagne, per continuare con la Caserma dell'Albergian, ricordo di un tempo e di un conflitto (fortunatamente) lontano anni luce.

Uno spettrale ingresso alla Caserma dell'Albergian


All'arrivo al primo dei quattro laghetti, peraltro il più grande, decido che è meglio non andare oltre. La temperatura è bassa, tale da non sudare, e le nubi sono sempre più fitte. La nebbia, che dipinge questo paesaggio di un fascino non comune, va e viene a tratti, ma è meglio non scherzare, specie quando il sentiero non è segnato al 100%. Mi riposo un pochino, con un buon libro in mano, e ogni tanto lancio un'occhiata al lago. Ogni momento è un dipinto nuovo, prima con il raggio di sole che trafigge la nebbia, poi con la nuvola che come una tempesta in arrivo invade lo specchio del lago.

Il tappeto giallo

Sono momenti come questi in cui mi rendo conto di essere fortunato ad amare in questa maniera la montagna. Perché qui, a 2500 metri, non importa se fa bello o se fa brutto, se fa caldo o se si gela. L'importante è esserci, godere a pieno delle meraviglie che la montagna ci vuole dare. Anche con il cattivo tempo.
A presto!
Stefano

1 commento:

  1. Grazie per lo spunto, sono stata al Colle dell'Albergian ma mai ai laghi!

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