mercoledì 23 dicembre 2015

Chapeau

Ciao a tutti!
Dopo più di quasi due anni di effettiva esperienza di lavoro in Germania ho una certezza che niente e nessuno potrà mai togliermi: quando si è sotto pressione, quando c'è un problema imminente da risolvere, quando le grane si fanno spinose ed urgenti, gli italiani hanno una marcia in più rispetto ai tedeschi. È qualcosa che a me piace definire, restando nel gergo tipico della dinamica aziendale, "maggiore capacità di problem solving". Ne avevo avuto l'impressione già durante i miei primi mesi, ma nel 2015 ho vissuto due episodi, agli antipodi l'uno dall'altro, dai quali ne ho tratto la conferma definitiva.

In cammino - o discussione - continua, alla ricerca di una soluzione (fonte: itkam.org)

Esempio numero 1. Agosto, in vacanza a Parigi, rompo per (diciamo così) eccesso di superficialità un'astina degli occhiali. Ad agosto è tutto chiuso, solitamente, ma non in Germania. E così, nell'unico giorno tra le vacanza a Parigi e il mio rientro di una settimana in Italia, ci rechiamo in qualche negozio di ottica per informarci sulla sostituzione dell'astina rotta. Tutti ci dicono che c'è molto da aspettare, perché le astine di ricambio vanno ordinate, i fornitori sono in vacanza, bla bla bla. Mi metto il cuore in pace, aspetterò, non è un problema irreparabile avendo con me gli occhiali di riserva. L'attesa intanto si fa lunga. Passano tre settimane e di ricambi non se ne intravede l'ombra. A settembre torno per un weekend in Italia e risolvo il problema. Perché in Italia trovo commessi che mi dicono "queste astine vanno ordinate, ma ne abbiamo altre, non proprio delle stesso colore, che possono essere montate ugualmente sui tuoi occhiali". In due-tre giorni i miei occhiali tornano a svolgere regolarmente il loro compito, a discapito di tre settimane attese invano.
Esempio numero 2. Pochi giorni fa, riunione con tutti i miei colleghi per prendere alcune decisioni sulla gestione delle attività. Arrivo a questa riunione decisamente svogliato - ho dormito male e ho un fitto mal di testa - ma tant'è, devo parteciparvi. La riunione si svolge in tedesco, quindi posso cogliere la metà di ciò che viene detto. Il problema fondamentale è trovare un nuovo sistema per numerare le attività. Un'ora di parole, discussioni, persone che si incazzano. Io li guardo e lascio fare. Poi il mio superiore, a un quarto d'ora dalla fine mi interpella e chiede la mia opinione, soprattutto in riferimento ai lavori che seguo più da vicino. Dico la mia, una soluzione tanto semplice quanto logica, applicabile anche a tutte le attività di cui non sono il responsabile. Bene, in dieci minuti ho risolto il problema. E non stavo neanche bene...
Eppure, la Germania e i tedeschi guidano l'Europa, politicamente ed economicamente. Più di una volta mi chiedo come tutto ciò sia possibile.
Bis bald!
Stefano

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