giovedì 30 gennaio 2014

Bucher: Stoner

"Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria."
Peter Cameron, postfazione di Stoner


Ciao a tutti!
Il libro che mi accingo a recensire in questo post, Stoner di John Edward Williams, è in realtà un testo sul quale è già stato detto molto: uscito nel 1965, ha riscoperto grazie ad una ristampa datata 2003 una seconda giovinezza, grazie anche al crescente passaparola tra i lettori. E grazie - non va dimenticato - ad uno stile narrativo pulito, senza fronzoli, ma carico di riflessione, insieme alle tematiche e alle domande che il lettore è inevitabilmente costretto a porsi durante la lettura.
Il protagonista di questo romanzo è William Stoner, un ricercatore dell'Università del Missouri. Una vita piatta, senza grandi avventure o momenti di notevole intensità. Un percorso lineare, quello di Stoner: la vita nei campi, l'università, il dottorato, uno sfortunato matrimonio, una famiglia da dimenticare, una carriera stentata. I contrasti con i colleghi, una relazione extraconiugale, la famiglia a pezzi e infine il lento declino verso la morte. Apparentemente una biografia scialba: fin dalle prime pagine si intuisce che il filo conduttore potrebbe essere all'incirca questo. Un libro incredibilmente lento, soprattutto all'inizio. In realtà è una fase (molto lunga, si interrompe intorno al decimo capitolo) che propedeutica al finale, che è di tutt'altro livello. I personaggi che compongono il mosaico dell'esistenza di Stoner sono diversi e molteplici e ognuno conferisce al protagonista un lato caratteriale diverso che lo influenzerà lungo il prosieguo del romanzo. Ed a suo modo, ognuno influenza il corso della storia, perché il protagonista non può altro che subire le situazioni alle quali si trova dinanzi.
Le ultime pagine di Stoner sono un assolo straziante, un capolavoro che lascia un solco netto e profondo nell'animo del lettore, un turbinio di riflessioni scandito da una domanda chiara: "cosa ti aspettavi?". È un romanzo straordinariamente vero, sincero, che invita il lettore a riflettere sul senso delle nostre azioni, sul perché si agisce in una maniera piuttosto che in un'altra, sul perché si decide di vivere la propria vita seguendo talune direzioni.
Bis bald!
Stefano

Giudizio: 8/10 ««««««««««

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