lunedì 17 ottobre 2016

Il lato oscuro della Rhön

Il titolo non tragga in inganno: la Rhön, la grande area di rilievi al centro della Germania, sparsa tra i territori di Assia, Baviera e Turingia non ha nulla da celare - a parte l'intricata rete di sentieri che la attraversano, ma a nasconderla ci pensa solamente una fitta vegetazione. Il titolo di questo post è ispirato alla copertina di uno dei più famosi album dei Pink Floyd, The Dark Side of the Moon, in cui un prisma separa la luce nelle sue componenti spettrali. Qual è il nesso con la Rhön? Il prisma: nella Rhön, questo poligono, seppur a base pentagonale/esagonale, costituisce uno dei motivi di maggior interesse dell'intera area.

Il profilo del muro di basalto 

Basta andare ad Oberelsbach. Nel territorio di questo piccolo comune nel cuore selvaggio della Rhön sorge un piccolo rilievo, il Gangolfsberg, sui quali dolcissimi pendii sorge una delle più spettacolari meraviglie della natura, qui in Germania. È il muro di basalto. Conoscete il Selciato del Gigante, più noto nel suo nome inglese Giant's Causeway? Certo, l'affioramento roccioso costituito da migliaia di colonne basaltiche a base esagonale dell'Irlanda del Nord è un esempio molto famoso. Il muro di basalto del Gangolfsberg è qualcosa di molto simile...
...solo che le colonne non si espandono verticalmente ma orizzontalmente. Sono decisamente più piccole e poi, ovviamente, nella Rhön non c'è traccia di mare. Ma proprio questa caratteristica, l'espansione in direzione orizzontale di queste colonne fa sì che ai nostri occhi esso sia una vera e propria parete rocciosa divisa in tantissimi poligoni esagonali. Non a caso è anche chiamato il "muro del diavolo". I blocchi di basalto del Gangolfsberg rappresentano il miglior esempio dell'intensa attività vulcanica qui avvenuta milioni di anni fa.

Blocchi di basalto orizzontali visti dal basso

Senza aver paura di avvicinarsi (il sentierino è ripido) alla roccia, si può constatare la perfezione di questi blocchi di basalto, dagli angoli che rendono perfetto l'incastro tra queste colonne, che arrivano a raggiungere anche parecchie decine di centimetri di diametro. Ma come si sono formate?
Circa venti milioni di anni fa si sono susseguite importanti eruzioni vulcaniche nella Rhön, ed è grazie a queste che oggi noi possiamo ammirare le Basaltsäulen del Gangolfsberg. Durante il raffreddamento della lava, nient'altro che roccia basaltica fusa, si sono create delle fessurazioni da ritiro, che hanno diviso il basalto in colonne poligonali più o meno regolari. Gli agenti atmosferici hanno fatto il resto, ossia rendere visibile al mondo questo portento della natura.

Meraviglioso esempio della geometria nella natura

Un processo lunghissimo, questo, che tende all'infinito. Un processo del quale possiamo ammirare per qualche minuto i risultati, sempre con lo stupore di quanta bellezza è in grado di produrre la natura, anche in uno sperduto angolo della Germania, disperso nel mare verde della Rhön.
Bis bald!
Stefano

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