martedì 19 novembre 2013

Cose che succedono @Venezia 2013

Ciao a tutti!
Perché una maratona ha qualcosa in più? Tra i vari motivi che non sto qui ad elencare, posso dire che, rispetto ad altre corse su distanze più corte, la maratona permette (almeno, per me e per molti altri è così) di parlare con gli altri partecipanti. Di condividere esperienze, di accomunare la sofferenza. Di dividerla, e di accorciarla. I podisti parlano, alcuni sono molto loquaci. Io non sono tra i più ciarloni ma non sono quello che si tira indietro. Proprio per questo, ogni maratona porta con sé una considerevole quantità di aneddoti.
I miei li riporto qui, affinché possa rileggerli un giorno. Magari quando non potrò più correre e, sognando di poter ancora vivere quei brividi alla partenza di una maratona e le gioie all'arrivo, sorriderò ripensando a tutti quegli episodi che alla fine arricchiscono questi eventi.
Inizio con quelli di Venezia, ricordo di ormai più di tre settimane fa.

Quando si suol dire stringere i denti


W la sportività. Siamo quasi a metà corsa quando un runner molto navigato dice ad altri due che mi sembrano, a sentirli parlare, esordienti: "L'importante è partecipare...alla sconfitta del tuo avversario". Un vero signore.
Faccia di bronzo. Un esagitato maratoneta pugliese, ogni qualvolta si attraversa un centro abitato incita la gente ad incoraggiare i maratoneti urlando loro "Applaudite che non costa niente, non hanno ancora tassato l'applauso!". Mica ha tutti i torti.
Voglia di maledire qualcuno. Sono da poco arrivato al Tronchetto e da un piccolo stuolo di persone a bordo strada si leva una voce: "Venezia è vostra!". Mi viene da rispondergli "col cavolo!"... mancano ancora più di cinque km
Sincerità. Mi trovo sul ponte sul Canal Grande e l'unica cosa che riesco a dire è "Che figata".
Domande innoportune. Mestre, mi trovo all'incirca al km 25. Individuo un maratoneta che porta la canotta della Podistica Torino. Lo raggiungo e lo saluto, è una sorta di conterraneo. Non mi sta considerando molto. Mentre lo sorpasso gli chiedo: "Andiamo a farlo questo 3h15'?". La sua risposta ansimante mi fa capire che non ne ha già più. E tiro dritto.
Privilegi. Giunto in Piazza San Marco me ne infischio del cronometro e mi fermo a baciare la mia Giulia. Reazione delle vicine di transenna: "Che emozioneeeee". Aspettare un po' conviene, sempre...
Espressioni venete. Intorno al km 15, un gruppo di tifosi incita una pittoresca maratoneta che indossa le corna da diavolo. Lei improvvisamente si ferma facendo intuire che non ce la fa. I fan delusi reagiscono così, con tipico accento veneto: "Te sei brusà???". La dialettica veneta è fantastica...
18 minuti in meno. Durante l'attraversamento di Mira il mio cronometro mi indica che ho corso finora alla media di 4'34"/km. Dietro di me sento: "Ehi, stiamo andando forte, io dovrei chiudere a 5'/km". Allora rallenta, no?

Bis bald!
Stefano

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...