lunedì 19 ottobre 2015

Bücher: Come in una ballata di Tom Petty

"Alla fine è banale: ritorni in un luogo e lo vedi più piccolo di come ricordavi, più polveroso. E allo stesso tempo alcune cose mantengono un loro significato, senza che il restringimento di prospettiva le renda minimamente squallide: la libreria dal nome operaio, il supermercato dove lavorava tuo padre, la panchina dove ti eri steso dopo quella famosa seconda (o terza, o quarta?) sbronza. E il contrasto ti assedia i pensieri, perché questa volta sei solo, a contemplare quei posti. Solo e isolato, diresti. Solo e isolato perché ti aspettavi di essere riconosciuto, come se in qualche modo fossi parte della storia di quella città, una storia breve e intensa e adolescenziale, quando invece consumi strade e marciapiedi senza essere visto o notato."
Marco Patrone, Come in una ballata di Tom Petty


Leggere (e soprattutto recensire) un libro scritto da una persona che conosci non è cosa semplice. Si tende ad analizzare ogni singola frase con molta più attenzione, in questo caso alla ricerca di riferimenti autobiografici, alla ricerca di una connessione con una parte della sua vita. Parlando di Come in una ballata di Tom Petty di Marco Patrone (amicizia prima "virtuale" su Facebook e poi anche "reale" - ma che per me e Giulia rimane comunque Marco Recensireilmondo, dal nome dell'omonimo blog letterario), rivedo molto di lui e di ciò che pubblica costantemente sul suo profilo.
Rivedo nel suo libro d'esordio una scrittura un po' ermetica, ma proprio per questo coinvolgente. E rivedo anche parte di me. Non potrebbe essere altrimenti, Come in una ballata di Tom Petty è sostanzialmente un viaggio in Europa tra Italia e Germania (dove peraltro l'autore vive). È una fuga, ribelle ma mai scriteriata, di un manager italiano dalla realtà di Monaco - ricca e glamour - alla ricerca di una nuova vita che riscopra le proprie origini (mane e territoriali). In essa ritrovo molte componenti psicologiche del ritorno a casa di un uomo che passa il 90% lontano dalla sua terra, in un'altra nazione. Chi sa cosa vuol dire lasciare la propria terra si ritroverà facilmente nelle numerose riflessioni che questo romanzo induce, con un pizzico di mesta ironia. Marco racconta scene di vita vera vissuta nella normalità, scene che in parte ho vissuto anch'io, con dettagli che sono un sincero specchio del pensiero umano.
I riferimenti musicali sono tanti, ma da me poco conosciuti: sicuramente danno un tono di originalità al romanzo e stimolano il mio desiderio (un po' sepolto) di riprendere un po' le mie "ricerche musicali", a partire proprio dal Tom Petty del titolo - so chi è, ma conosco una sola sua canzone. Molto più comprensibili per me i riferimenti calcistici, a partire da Valderrama per arrivare alla formazione dell'Atalanta. All'insegna dell'inconsueto.
Per concludere, voglio fare tre domande "fuori dal coro" all'autore che, conoscendolo, sono sicuro risponderà. In ordine di (non) serietà:
- il caffè buono è solo quello non premuto? Per me è il contrario...
- perchè, nell'intento di addormentarsi, Marco pensa proprio alla formazione dell'Atalanta?
- ma perché diamine Marco non riesce a confessarsi a Francesca???
Bis bald!
Stefano

Giudizio: 9/10 
>>> vedi recensione di Come in una ballata di Tom Petty su Scusate, devo andare a leggere.

1 commento:

  1. la dinamica della letteratura e della vita non sempre va a favore di una delle due, di solito vincono entrambe dalla reciproca commistione

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