giovedì 18 giugno 2015

Indiani nella nebbia: il Giro d'Italia sul Colle delle Finestre

Ciao a tutti!
Giro d'Italia, seconda parte. Dopo il venerdì valdostano, tocca al sabato piemontese con la Saint-Vincent-Sestriere. Nonostante la partenza ancora in Valle d'Aosta, l'ultima tappa in grado di scrivere le sorti del Giro d'Italia 2015 è totalmente concentrata in Piemonte. Questa è la tappa sicuramente da me più attesa, perché prevede lo scollinamento di una montagna dalla storia ciclistica recente ma che ha già saputo scrivere storie intense, fatte di attacchi all'arma bianca e crisi inaspettate. Parlo del Colle delle Finestre, salita che va toccare la quota di 2176 metri (Cima Coppi del Giro 2015) dopo aver superato in 18,5 chilometri di lunghezza un dislivello di quasi 1700 metri e l'impressionante cifra di quarantacinque tornanti (29 dei quali nei primi quattro chilometri). E soprattutto, con gli ultimi otto chilometri in sterrato, come agli albori del ciclismo, ai tempi dei tubolari appesi sulle spalle dei ciclisti.

Panorama dal Colle delle Finestre - lato Val di Susa

Il Colle delle Finestre è, al pari di altre salite relativamente recenti ma già entrate nella leggenda come il Monte Zoncolan o il Passo del Mortirolo, un vero e proprio stadio del ciclismo. Il Colle delle Finestre poi, è quello con la migliore visuale. Dall'alto si può seguire la corsa a partire da circa tre chilometri dallo scollinamento, talmente è ampia la visuale dalla cima. Lassù, in alto, ci sono gli "indiani" ad aspettare il passaggio dei ciclisti.

Foto ricordo in cima

Partiamo non troppo tardi da Usseaux, uno dei punti dai quali ci si può avvicinare al Colle delle Finestre (dal versante opposto rispetto a quello dei ciclisti) tramite navetta. Ma noi abbiamo le gambe e le usiamo, grazie al bel sentiero che porta verso Pian dell'Alpe e quindi al colle. Anche stavolta il ciclismo è una bella opportunità per fare del buon trekking. Arriviamo in cima che è quasi ora di pranzo. C'è già tantissima gente, così tanta che bisogna dimenarsi per poter fare una foto col cartello che indica "Colle delle Finestre 2176 m s.l.m.". Il bello è che ne viene su tantissima, a piedi o in bici, e tanta ne verrà ancora. Come faranno a stare tutti quanti lì? Si può, perché il Colle delle Finestre è un anfiteatro naturale che sembra progettato per ospitare una corsa ciclistica.

Zakarin (a sinistra) e Landa (a destra) in fuga a poche centinaia di metri dalla Cima Coppi 2015

Saliamo al vecchio forte, che versa in pessime condizioni, prima di sistemarci un pochino più lontani dal caos degli ultimi metri di salita. Scegliamo il penultimo tornante come posizione ideale per vedere la corsa: la visuale è lunga sugli spettacolari tornanti del Colle delle Finestre e in quel punto la strada è ancora ripida. Guardando dal basso verso l'alto osserviamo gli "indiani". Si, è questo ciò che possono vedere i corridori, un  esercito di tifosi in loro attesa, non con arco e frecce, ma con mani battenti e urla di incoraggiamento. Nell'attesa che la macchina del Giro si avvicini, sullo sterrato del Colle delle Finestre passa un po' di tutto, ma soprattutto è immensa la moltitudine di ciclisti amatoriali che, tra fatiche disumane, ce la mette tutta a salire fino a qui con la propria bici. Tra di loro, anche qualche ragazza, qualche bambino (!!!) e alcuni temerari che, da veri puristi del ciclismo pionieristico, risalgono il Colle delle Finestre con le stesse di bici di ottant'anni fa. Senza farsi mancare nulla, peraltro: salgono addirittura con le divise di vecchie squadre ciclistiche, appartenenti ad un passato glorioso.

Fine (o quasi) delle fatiche...

Intanto, dalla Val di Susa inizia a salire un nebbione che non ci fa ben sperare, ma almeno riduce il pericolo di pioggia. Iniziano a passare le prime ammiraglie dei team e qui ha inizio lo show dei tifosi, che si divertono a imbrattare le targhe delle auto al seguito dei ciclisti. Tutti quanti ridono, ma gli autisti decisamente meno. Anche perché guidare qui, su questi stretti tornanti in sterrato, è cosa assai ardua... l'odore di frizione si spande forte nei duemila metri del Colle delle Finestre. Poi, finalmente giunge la macchina di inizio corsa: che abbia inizio lo spettacolo!

Una maglia rosa in crisi nera

C'è una fuga in corso, ma sui tornanti del Colle delle Finestre rimane da solo Zakarin. Dietro vanno troppo forte, soprattutto Landa, che scatta, stacca tutti e scollina per primo e da solo sulla Cima Coppi del 2015. Ma dietro succede qualcosa di importante: Contador va in crisi e chiude il Colle delle Finestre a un minuto dal gruppetto di Aru, che si accorge della crisi dello spagnolo e va all'attacco. Si vede che non sta bene, pedala con meno veemenza e soprattutto beve e mangia molto: che sia andato in crisi di fame?

Lassù ci sono gli indiani...

I più forti sono passati ma noi si rimane ad aspettarli, tutti quanti. Meritano un applauso, questi ragazzi, che sono alle loro ultime fatiche, poi potranno dire di aver portato a termine la corsa rosa. Il popolo del Colle delle Finestre glielo tributa, senza distinzioni di nazionalità, nel pieno spirito di sportività del ciclismo. Poi a fatica riprendiamo la strada di casa: tra macchine della polizia, ciclisti e altri tifosi c'è da dimenarsi non poco per uscire da quel bailamme.

Ciclismo di altri tempi

E la tappa? Come è andata a finire? Scesi a Pourrières i ciclisti hanno dovuto affrontare l'ultima salita, quella che porta a Sestriere. Via radio veniamo a sapere che Landa e Zakarin sono stati ripresi. Con una delle sue rasoiate, Fabio Aru bissa il successo del giorno prima a Cervinia, staccando tutti e alzando le braccia al cielo in solitaria. Contador arriva a quasi due minuti e mezzo, ma non basta per sfilargli la maglia rosa. Contador vince il Giro, Aru diventa ufficialmente il predestinato per una vittoria futura.

Ah, il caro e vecchio giornale sotto la maglia!

E sempre parlando di futuro, si rincorrono le voci su un nuovo passaggio sul Colle delle Finestre nel 2017, addirittura da parte della corsa a tappe più famosa, il Tour de France. Si può stare tranquilli, quando sarà, io ci sarò!
Bis bald!
Stefano

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