sabato 6 giugno 2015

Olympiastadion, gli ultimi 90 minuti

Il giorno è arrivato. Il GRANDE giorno è arrivato. Berlino, Olympiastadion, 6 giugno 2015: qui termina un viaggio, una corsa. Qui si chiude un percorso che ci ha visti protagonisti assoluti, per una stagione intera, vincenti nei momenti che contano. Qui si può provare a concludere in bellezza un'annata memorabile, come proprio non ci si poteva immaginare.


È la finale di Champions League, la coppa "dalle grandi orecchie" tanto desiderata dai calciatori quanto bramata dai tifosi. I fan di Barcellona e Juventus hanno di che sperare. Mi verrebbe da dire: soprattutto i primi. Ma il calcio non è una scienza esatta. A volte è favola, a volte incubo. Il confine che li separa è labile, anche per questo è lo sport più amato. Ci saranno sfide, fra poche ore, in grado di accendere la passione dei tifosi: la "garra" indemoniata di Carlos Tevez contro il talento cristallino di Lionel Messi, il canterano del Real Alvaro Morata contro i nemici dichiarati di una vita, il tocco fatato di Xavi Hernandez che sfida le geometrie di Andrea Pirlo, Patrice Evra faccia a faccia con un Luis Suarez che meno di quattro anni fa lo insultò davanti a tutto il mondo. Ci saranno vagonate di ricordi: Gigi Buffon, Andrea Pirlo e Andrea Barzagli nove anni fa qui accarezzavano il sogno di ogni bambino, alzare al cielo la Coppa del Mondo. Le immagini di ogni italiano nel 2006 sono quelle che i tifosi della Juventus vorrebbero rivedere - assieme a tutti i non juventini che sperano in un calcio italiano che ritorni ai vecchi fasti, e che domani sera non guferanno.
Non è facile, l'inferno blaugrana ci attende. Noi però lì all'Olympiastadion ci siamo e ce la giochiamo, consci del valore dell'avversario certo, ma anche del nostro. Non partiamo da favoriti, la pressione maggiore è sulle spalle di Messi & Co. Che negli ultimi dieci anni hanno segnato il calcio mondiale, mentre la Juventus ha dovuto risorgere con le proprie forze dalla serie B, dal goal di Paro e dai settimi posti targati Zaccheroni-Del Neri.
Lasciamo perdere i ristoranti da 10 euro, i fatturati, gli strabilianti proclami di ottobre, le prescrizioni e mezza Italia pronta a gufare. Giochiamola, questa finale. Viviamola intensamente questa calda notte berlinese, viviamola - speriamo - il più a lungo possibile. Ma sempre e solo FINO ALLA FINE.

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